Julian Nagelsmann: l’allenatore prodigio corteggiato dal Bayern

Julian Nagelsmann: l’allenatore prodigio corteggiato dal Bayern

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Una stagione iniziata con aspirazioni da Europa, ma tragicamente trasformatasi in costante sofferenza: l’Hoffenheim è decisamente una delle più grandi delusioni di questa Bundesliga 2015/2016 e l’attuale penultimo posto risulta essere totalmente inappropriato se si va ad analizzare la rosa della squadra di Sinsheim. La domanda viene fuori spontanea: di chi è la colpa? Poche motivazioni, scarsa forza del gruppo, eccessive distrazioni difensive, tanta tanta sfortuna. La società ha però individuato come capro espiatorio l’allenatore Gisdol, reo di non essere riuscito a trarre il massimo da un gruppo che, sulla carta, sembrava davvero pronto al salto di qualità. Dopo tanti anni è possibile, come dimostrano i casi Favre e Tuchel, che un tecnico non sia più in grado di farsi seguire dai giocatori e, come forse è anche giusto che sia, se c’è bisogno di cambiare a pagarne le conseguenze è la testa dell’organico. Chi scegliere dunque per tentare la scalata? La decisione dell’Hoffenheim è stata tanto precisa quanto singolare.

Ad ereditare la “baracca” sarà il vecchio volpone Huub Stevens, uomo ormai navigato del campionato tedesco e forse dalla personalità adatta a condurre verso la meta un gruppo di giocatori di ottimo livello. La cosa più sorprendente è, però, che l’olandese non sarà la guida tecnica per molto tempo: la scelta è infatti soltanto temporanea, con l’obiettivo a breve termine di concludere la stagione nel migliore dei modi, tirando via l’Hoffenheim da una zona retrocessione che non si addice certo agli obiettivi prefissati. Il futuro del club appartiene interamente a Julian Nagelsmann, giovanissimo allenatore dell’Under 19, designato come tecnico a partire dalla prossima stagione. Perchè mai un club come l’Hoffenheim dovrebbe affidare le proprie sorti ad un ragazzo di soli 28 anni? Proviamo a scoprire qualcosa in più sul futuro allenatore dei bianco-azzurri.

Ex difensore nelle giovanili del Monaco 1860 e dell’Augsburg, Nagelsmann ha avuto sin da giovanissimo grossi problemi fisici che ne hanno fortemente limitato la carriera calcistica e “deviato” l’interesse verso la panchina ed il ruolo di allenatore. La sua mancanza di esperienza nel calcio giocato potrebbe essere considerata come un limite, anche se nel calcio moderno il ruolo di allenatore si è fortemente trasformato: se un tempo era una naturale prosecuzione per la carriera di ex giocatori, oggi quella del tecnico è una posizione per cui è necessario un enorme studio teorico, sia per quanto riguarda la tattica che la gestione di un gruppo. Non è un caso che molti tra gli allenatori ad oggi alla guida di squadre importanti nel panorama europeo quali Mourinho, Wenger o Villas Boas, non abbiano raggiunto da giocatori le 40 presenze in campionati professionistici. Nagelsmann può di certo rientrare in questo novero, avendo iniziato la sua “gavetta” ben prima di molti suoi colleghi che alla sua età con tutta probabilità si trovavano in campo e non in panchina. Dopo una breve esperienza all’Augsburg in cui ha avuto il piacere di lavorare con Tuchel, è passato all’Hoffenheim entrando nello staff delle giovanili e lavorando come assistente del tecnico Kramer nella stagione 2012/2013. Identificato dalla dirigenza come tecnico promettente, gli è stata da subito affidata la guida delle giovanili, che ha portato al successo del campionato nel 2014. Oggi, quasi all’improvviso, un balzo enorme, quello che lo porterà in prima squadra. Balzo che ricorda vagamente quello compiuto da Andrea Stramaccioni, con cui condivide una storia simile. Al momento, a 29 anni non ancora compiuti, Nagelsmann sta affrettando le pratiche per superare i suoi “senior coaching exams” ed avrà l’opportunità di seguire in questi mesi il lavoro di un “mostro sacro” come Stevens. Dall’anno prossimo, però, toccherà a lui guidare l’Hoffenheim, anche se il futuro sarebbe potuto essere differente.

Si narra infatti di un incontro super segreto tra Nagelsmann e Uli Hoeness, il quale all’inizio dello scorso anno gli avrebbe promesso un ruolo importante nel settore giovanile del Bayern Monaco. Il fatto che la squadra più potente della Germania fosse pronta ad investire sul suo talento, fa riflettere sulle reali potenzialità di questo ragazzo e, alla luce di ciò, la scelta dell’Hoffenheim diventa sempre più sensata. Tra il dire ed il fare c’è però di mezzo il mare e le difficoltà per Julian potrebbero essere tante, come ad esempio una difficile ricostruzione in caso di retrocessione. Le basi, però, ci sono tutte: una rosa competitiva, una nave scuola di tutto rispetto come Stevens, una società pronta a rischiare tutto pur di dargli fiducia e l’entusiasmo unito all’incoscienza dati dalla giovane età. Nagelsmann è pronto a prendersi l’Hoffenheim del presente e del futuro: che sia davvero una scommessa vincente? Secondo il suo ex collega ed attuale allenatore del BVB Thomas Tuchel decisamente si:

“E’ un allenatore curioso, amante dei dettagli e gran lavoratore. Non è un caso che abbia ottenuto grandi risultati in un campo difficile come quello del calcio giovanile nonostante la giovane età. Sono molto felice e credo fermamente in lui”.

Che altro dire, in bocca al lupo Julian!