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Continua impietosa la discesa del Chelsea verso i bassifondi della classifica. A Stamford Bridge la squadra di Mourinho passa subito in vantaggio con Ramires ma scompare dal campo e subisce il ritorno di un Liverpool rinato sotto la guida di Klopp. Trascinati da Coutinho – doppietta – e Benteke, i Reds colgono il primo successo in campionato sotto la guida del tedesco e rilanciano le proprie ambizioni europee.

CHIAVE TATTICA – Con il solo Benteke – non al meglio – a dispozione nel ruolo di prima punta, Klopp opta per una soluzione di ripiego proponendo Firmino nel ruolo di finto centravanti, supportato dai soliti Coutinho e Lallana. Dall’altra parte Mourinho sa di giocarsi tanto e sceglie di schierare una mediana più dinamica preferendo Ramires e Obi Mikel a Fabregas e Matic. In difesa il portoghese schiera, anche in mancanza di alternative, Zouma nel ruolo di terzino destro per contenere le folate di Coutinho, che spesso e volentieri trova terreno fertile per le proprie giocate su quella corsia.
Il Chelsea parte a spron battuto e passa in vantaggio dopo meno di quattro minuti: bella combinazione tra Azpilicueta e Hazard sulla sinistra che libera lo spagnolo per il cross, a centro area Moreno fa la diagonale ma perde completamente l’inserimento da dietro di Ramires. Il brasiliano arriva in corsa e di testa batte Mignolet. Il vantaggio lampo mette in teoria la partita su binari più congeniali al Chelsea, squadra storicamente letale quando messa in condizione di chiudersi e ripartire contro formazioni propositive come il Liverpool. In realtà il momento di scarsa fiducia vissuto dai Blues si vede proprio nei rimanenti 40′ del primo tempo, vissuti con un baricentro bassissimo che unitamente alla difesa molto alta del Liverpool impedisce alla banda di Mourinho di rendersi pericolosa in contropiede.
La scelta offensiva di Klopp, che rinuncia ad una punta di ruolo, è votata a mettere in difficoltà i macchinosi centrali avversari con la rapidità e le doti tecniche del proprio trio d’attacco. I Reds tuttavia mettono in campo un palleggio piuttosto sterile che li porta con facilità a ridosso dell’area di rigore avversaria, senza però riuscire a mettere in difficoltà il Cheslea negli ultimi sedici metri di campo. Firmino si abbassa costantemente A tempo scaduto però Coutinho da ragione al proprio allenatore fulminando Begovic con un sinistro a giro dal limite dopo una combinazione con Firmino, doccia gelata per il Chelsea e squadre a riposo sul punteggio di 1-1.
L’inizio di ripresa è la fotocopia di quanto visto nella prima frazione: l’avvio aggressivo del Chelsea fa correre più di un brivido lungo la schiena a Klopp, poi con il passare dei minuti la partita torna nelle mani del Liverpool come nel primo tempo.
Al quarto d’ora Mourinho sostituisce uno spento Hazard con il giovane brasiliano Kennedy, che prova subito a dare una scossa con una percussione conclusa con un tiro poco efficace. La pronta risposta di Klopp è il passaggio al 4-2-3-1 con l’inserimento di Benteke per Milner. Il Liverpool impiega qualche minuto ad assorbire il cambio di modulo ed il Chelsea ne approfitta per guadagnare campo e mettere pressione alla retroguardia dei Reds, che rischiano anche di rimanere in 10 quando Lucas Leiva già ammonito viene graziato da Clattenburg.
Mourinho prova a cavalcare l’onda buona e inserisce Fabregas per Obi Mikel, ma il cambio si rivela deleterio. Il Chelsea infatti perde equilibrio e quattro minuti dopo va sotto: sponda di Benteke per Coutinho, il brasiliano finta di calciare con il sinistro e fredda Begovic col destro favorito da una leggera deviazione di Terry. Lo svantaggio taglia le gambe al Chelsea che prima barcolla sulle conclusioni in contropiede di Moreno ed Ibe, poi va al tappetto a 7′ dal termine colpito dal destro di Benteke.
Finisce 3-1 per il Liverpool, che manda il Chelsea, ma soprattutto Josè Mourinho, all’inferno.

I PROTAGONISTI – Un uomo solo al comando: Philippe Coutinho. Il brasiliano ex Inter non gioca la sua partita migliore ma si conferma un giocatore totalmente trasformato rispetto alla sua poco felice esperienza italiana. Esploso nell’anno del “quasi titolo” affianco a Suarez, Sturridge e Sterling, il numero 10 dei Reds è ormai l’autentico trascinatore di una squadra che sta ricominciando ad incantare.

IL MOMENTO – La partita scorre su un sottile equilibrio che viene spezzato dalle scelte degli allenatori. Nella ripresa Klopp opera una scelta offensiva inserendo Benteke per Milner e aumentando il peso offensivo dei suoi. L’adattamento alla nuova disposizione in campo da parte dei Reds ingolosisce Mourinho, il quale rinuncia al prezioso lavoro di copertura di Obi Mikel inserendo il più offensivo Fabregas. Da quel momento è un monologo del Liverpool che dilaga e vince con merito la partita.

LA GIOCATA – Negli ultimi tre anni Coutinho ha abituato i tifosi del Liverpool a delle vere e proprie prodezze dalla distanza. Anche quest’oggi il brasiliano strappa gli applausi del suo pubblico segnando la rete del pareggio con un pregevole sinistro a giro  dal limite che lascia immobile un incolpevole Begovic.

 

TABELLINO E PAGELLE DEL MATCH

Chelsea-Liverpool 1-3 (primo tempo 1-1)

Chelsea (4-2-3-1): Begovic 6; Zouma 6, Cahill 5, Terry 5, Azpilicueta 6 (76′ Falcao 5); Obi Mikel 6 (70′ Fabregas 5), Ramires 6; Willian 6.5, Oscar 5, Hazard 5 (58′ Kennedy 5.5); Diego Costa 5.
A disp.: Amelia, Baba, Matic, Remy.
All.: Mourinho

Liverpool (4-3-2-1): Mignolet 5.5; Clyne 6.5, Skrtel 6, Sakho 5.5, Moreno 5; Milner 6.5 (64′ Benteke 7), Lucas Leiva 6, Emre Can 5.5; Coutinho 7.5, Lallana 6.5 (91′ Lovren s.v); Firmino 6 (76′ Ibe 6).
A disp.: Bogdan, Randall, Allen, Teixeira.
All.: Klopp

Marcatori: 4′ Ramires (C), 47′, 74′ Coutinho (L), 83′ Benteke (L)
Ammoniti: 24′ Coutinho (L), 58′ Lucas (L), 65′ Emre Can (L), 66′ Obi Mikel (C), 86′ Benteke (L)
Espulsi:
Angoli: 1-7
Note: recupero 2’+4′, spettatori 41.577
Arbitro: Mark Clattenburg

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