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alex sandro

Minuto numero 87 di Juventus-Torino: situazione di pareggio, i granata, dopo aver tirato fuori il coniglio dal cilindro con Bovo, sono andati vicini alla vittoria con capitan Glik. Di tutta risposta Allegri toglie dal campo Dybala, il migliore in campo dei bianconeri, ed inserisce Alex Sandro. La mente dei tifosi bianconeri va ad una storica mossa di Claudio Ranieri che sul risultato di pareggio tolse Del Piero per inserire De Ceglie: pioggia di fischi sull’allenatore livornese all’uscita della Joya dal campo. Da bravo livornese Allegri non è spaventato dal mare in tempesta, e dopo sette minuti l’azione del gol vittoria viene avviata da Paul Pogba. Il francese, rivedibile in numerologia ma che quando si parla di calcio va lasciato stare, serve di tacco in mezzo a due uomini Hernanes: fallo sul brasiliano, il pallone torna sui piedi di Pogba che fa la scelta giusta. Fare la scelta giusta, nell’ultimo giro di orologio e in questo periodo storico della Juventus, è merce rara: un giocatore normale, caricato delle responsabilità che gravano sulle spalle del francese, avrebbe cercato il tiro. Il dieci bianconero, invece, si fida dei compagni: scarico a sinistra per l’accorrente Alex Sandro, cross e gol di Cuadrado. Tripudio allo Stadium.

Allegri passa nel giro di sette minuti da acciughina rincitrullita a salvatore della patria: il calcio è così. Ovviamente l’allenatore della Juventus non era un rincitrullito in precedenza e non è il salvatore della patria dopo questa vittoria, ma il mondo del pallone vive sempre di eccessi, ed è anche per questo che ci piace. Al di là del singolo cambio, frutto più della situazione che della bravura (“Dybala era cotto”, ha dichiarato Allegri nel post partita), l’indicazione è stata chiara: al momento di attaccare Alex Sandro è preferito a Zaza, con una scelta a primo acchito difensivista ma volta ad allargare la difesa avversaria più che ad intasare un’area di rigore già stracolma.

Dopo Juventus-Torino rimane una nota chiara: l’allenatore della Juventus ritiene il mancino brasiliano un giocatore più d’attacco che di difesa, e l’ha dimostrato preferendogli Evra, vecchia volpe più di governo che d’incursione, a più riprese. Con Khedira out per le prossime due assieme a Pereyra ed Asamoah il terzo posto a centrocampo se lo giocherebbero Lemina e Sturaro, sesta e settima scelta. Vedere dunque Alex Sandro esterno in un 4-4-2 o 4-2-3-1, giocando assieme e non al posto di Evra, potrebbe non essere utopia: giocatore di fascia, non come Pogba, la sua presenza permetterebbe alla manovra bianconera di essere più fluida e a Cuadrado di essere più libero. L’episodio del derby è stato dettato più dal caso che dalla ragione, ma per l’esterno brasiliano, pagato a peso d’oro in estate, potrebbe rappresentare la svolta.

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