SHARE

inter

Due squadre agli antipodi. Inter-Roma di fronte ieri a San Siro nel big match dell’11/a giornata di serie A hanno mostrato caratteristiche diverse, quasi opposte, nel modo di proporre il loro gioco, qualcosa che si è palesato anche in campo, confermata dai dati statistici del dopo gara. Solida e concreta come non la si vedeva da anni l’Inter di Roberto Mancini, più propositiva e sprecona la Roma di Rudi Garcia, che ha preteso troppo dalle sue frecce (Gervinho e Salah) e ricavato poco dalla scarsa serata del suo migliore (Pjanic, poi espulso nel secondo tempo e assente nel derby di domenica prossima).

E se, sia il possesso palla che le occasioni da gol, sono state tutte appannaggio dei giallorossi, alla fine a spuntarla sono stati gli uomini di Mancini, cinici e spietati nelle loro poche occasioni costruite e nei due soli tiri indirizzati verso la porta di Szczesny, compresa la rete di Gary Medel decisiva ai fini del risultato finale. Baricentro alto e possesso, l’impronta di Garcia si vede anche nella serata milanese, con le punte sempre pronte a portare il pressing nei confronti dei difensori nerazzurri, spesso e volentieri costretti al lancio lungo. Saranno 22 in totale quelli operati soprattutto dai due terzini, D’Ambrosio e Nagatomo, e dai centrocampisti, a fronte dei 13 della Roma, dove Nainggolan e Florenzi non hanno brillato come al solito e hanno dovuto spesso subire le avanzate dei mediani avversari (da notare alcune discese di Guarin, poi sprecate a causa dei consueti difetti del colombiano). Mancini temeva moltissimo le velenose ripartenze dell’ex capolista del campionato, ma è stato bravo a strozzarle sul nascere grazie all’apporto dei suoi esterni offensivi, tutt’altro che pericolosi in zona gol; sfiancante ma prezioso il lavoro di Ljaijc e Perisic (a proposito, viene da chiedersi se mai riusciremo a vederlo come nel Wolfsburg e nella Croazia), sempre pronti a ripiegare e utilissimi a contenere i tentativi di sfuriata dei velocisti ieri in casacca bianca.

Zero i contropiedi concessi alla Roma, quasi un record in questa stagione, che hanno chiuso gli sbocchi alla manovra giallorossa, più in difficoltà nell’affrontare squadre chiuse e con le linee sempre molto strette. Con la Roma sbilanciata in avanti alla ricerca del pareggio, è stata infatti l’Inter ad avere più volte la possibilità di chiudere la partita, di qui il 2 alla voce “contropiedi effettuati”. Deve far riflettere il dato relativo alle palle perse, sempre a favore degli ospiti (l’Inter ha sbagliato tanto, 37 quelle sprecate in totale), che però hanno dovuto soccombere di fronte ai numerosi intercetti (16-11); numeri inequivocabili che dimostrano quanto sia cresciuta l’Inter in questa stagione rispetto a quella passata, dove troppo spesso gli avversari trovavano spazi invitanti da sfruttare.

Certo, senza le 7 parate (di cui 5 decisive) di un super Handanovic, la storia della gara sarebbe stata diversa ma con questi numeri difensivi e con il sacrificio di tutti i suoi effettivi, l’Inter si candida sempre più a un ruolo da protagonista in questo campionato; se riuscirà a proporre valide soluzioni anche in fase offensiva, mantenendo lo stesso equilibrio, siederà certamente al tavolo delle grandi. Al secondo stop stagionale dopo quello di Genova con la Sampdoria, la Roma è sembrata certamente più bella ma meno incisiva sotto porta; risolvere l’equivoco Dzeko è la prossima missione del tecnico francese che pretende più cattiveria dai suoi attaccanti esterni. Perchè, da che mondo e mondo, senza segnare è difficile vincere le partite.

SHARE