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LAZIO-MILAN

Milan grintoso ed efficace, Lazio molto imprecisa. Stando ai numeri e alle statistiche questa è la sintesi migliore di Lazio-Milan, posticipo domenicale terminato con la vittoria per 3-1 dei rossoneri, prima squadra a violare l’Olimpico biancoceleste in questa stagione. Il tecnico dei biancocelesti Stefano Pioli nel post partita ha dichiarato di aver visto una Lazio poco cattiva e poco precisa. La sua analisi si rivela precisa, essendo il dato sulle palle perse e recuperate il più eloquente per spiegare l’andamento della partita.

Pur equivalendosi per numero di passaggi sbagliati (24 Lazio, 23 Milan), i biancocelesti pagano dazio terminando la partita con 32 palle perse e solo 18 recuperate, a fronte delle 24 perse e 26 recuperate dal Milan. Un dato cui si aggiunge quello dei falli commessi, 21, che confrontato con gli 11 dei rossoneri racconta di una Lazio in maggiore affanno in fase di non possesso, condizione tipica di chi ha in mano le redini del gioco ma fatica a creare occasioni. La squadra di Pioli ha chiuso infatti la partita con il 58% di possesso palla: dividendo la partita in fasce da 15 minuti, il periodo in cui la Lazio ha scavato il solco con il Milan in termini di possesso è la seconda metà del primo tempo, in particolare dopo il vantaggio milanista firmato Bertolacci. Nelle rimanenti fasi della partita, compreso il finale, le due squadre si sono equivalse. I biancocelesti sono avanti anche per quanto riguarda le azioni manovrate (24-16) con un baricentro medio posto a 54,84 metri, ma fanno segnare un pesante zero alla voce “contropiede”. Sono invece 5 per il Milan, in campo con un baricentro medio più basso rispetto agli avversari (46,45 metri). Entrambe le formazioni hanno impostato le proprie azioni offensive prevalentemente sulla corsia di destra (50% Lazio, 47% Milan) creando a fine partita 5 occasioni da rete ciascuna, anche se la Lazio vede concentrate le proprie nel finale di partita.

All’apparenza può sembrare che il Milan sia andato al doppio della velocità rispetto alla Lazio, ma in realtà la partita è stata piuttosto equilibrata anche dal punto di vista del dispendio energetico. Il Milan ha infatto percorso soltanto poco più di cento metri in più rispetto alla Lazio (107.844 Km – 107.955 Km), mentre la velocità media è la stessa da ambo le parti (6.79 Km). Andando a scomporre il dato in corsa leggera, corsa e scatti, i dati sono ancora una volta molto vicini, eccezion fatta per la distanza percorsa in scatto, a favore della Lazio di un chilometro (7.712 Km – 6.644 Km). Questo dato, se associato ai primatisti delle due squadre per distanza percorsa, si rivela un’altra cartina tornasole della partita. La Lazio piazza infatti 3 difensori nei primi 5 posti per distanza totale percorsa durante il match, il Milan soltanto uno. I tre difensori in questione inoltre, sono tra i primi anche per quanto riguarda la distanza percorsa in sprint, ulteriore segno dell’efficacia del Milan in ripartenza e delle difficoltà della Lazio sia nel trovare sbocchi offensivi, sia nel rincorrere gli avversari una volta perso il pallone.

Entrambe le formazioni hanno fatto grande intensità in mezzo al campo. Il grande protagonista della battaglia in mediana è stato Riccardo Montolivo: il capitano rossonero è il primo giocatore del match per palle perse (6) ma anche per palle recuperate (9) e falli subiti (4), oltre ad essere secondo solo a Kucka tra i rossoneri per distanza percorsa durante il match. In precedenza abbiamo indicato come la corsia di destra quale maggiore utilizzata per cercare sbocchi offensivi: a sintomo della sterilità offensiva della Lazio vi è anche il dato riguardante le palle perse e recuperate: il primo giocatore per palle perse è il terzino destro biancoceleste Dusan Basta, il secondo per palle recuperate è Luca Antonelli, terzino sinistro rossonero. Dall’altra parte Alessio Cerci è stato tra i più pericolosi, propiziando una rete, colpendo un palo e più in generale liberandosi più spesso per la conclusione piuttosto che per il cross.

Antonio Candreva ha crossato più di chiunque altro nel match, spesso e volentieri non da fondo campo. Con l’uscita dal campo del centrocampista azzurro e l’ingresso di Kishna, schierato sulla fascia sinistra, i dati cambiano. Mattia de Sciglio è infatti salito al primo posto per falli fatti mentre Felipe Anderson, dirottato sulla destra, ha avuto le sue occasioni migliori. In sintesi: dal punto di vista numerico la partita è stata più equilibrata e combattuta di quanto sembrato. La differenza sostanziale l’hanno fatta la qualità nelle giocate e la migliore organizzazione messa in campo dal Milan di Mihajlovic, mai così solido e concreto prima d’ora.

Lazio-Milan 1-3, gli highlights del match