SHARE
Juventus manager Antonio Conte (L) laughs as goalkeeper Gianluigi Buffon reacts during a news conference ahead of their Champions League soccer match against Celtic, at Celtic Park stadium in Glasgow, Scotland February 11, 2013. REUTERS/David Moir (BRITAIN - Tags: SPORT SOCCER)
Juventus manager Antonio Conte (L) laughs as goalkeeper Gianluigi Buffon reacts during a news conference ahead of their Champions League soccer match against Celtic, at Celtic Park stadium in Glasgow, Scotland February 11, 2013. REUTERS/David Moir (BRITAIN - Tags: SPORT SOCCER)
Antonio Conte e Gigi Buffon sorridenti ai tempi della Juventus durante una conferenza stampa.

Amore folle, passione morbosa, legame indissolubile. Il rapporto tra Antonio Conte e la Juventus è sempre qualcosa di più che un semplice legame professionale, un feeling straordinario che ha portato in questi ultimi anni alla nascita delle squadra invincibile capace di vincere quattro campionati consecutivi (tre con l’attuale ct azzurro e uno con Massimiliano Allegri). Eppure, dalle prime anticipazioni del prossimo libro dal titolo “Metodo Conte” (scritto dal giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato) sembra proprio che oltre all’amore, ci sarebbero tanti piccoli episodi nascosti che avrebbero portato al divorzio dell’estate 2014, quando Conte decise di mettere fine alla sua esperienza sulla panchina bianconera.

A destare impressione è soprattutto il racconto relativo all’alterco avvenuto con Gianluigi Buffon, capitano e leader di quella Juventus, assieme a Conte anche in Nazionale. Nel libro è  presente addirittura un intero capitolo dedicato alla sfuriata nei confronti del portierone azzurro prima dell’ultima gara del campionato 2013/2014 con il Cagliari; all’epoca la Juventus si era già laureata campione d’Italia e si apprestava a superare il record dei 100 punti, traguardo mai raggiunto da una squadra in serie A. “Mentre Conte è seduto in sala video con gli altri giocatori, entra Buffon con Marotta: “Mister, scusi un istante, il direttore vuole fare chiarezza sulla questione dei premi da pagare alla squadra, dopo la vittoria dello Scudetto”. Non l’avesse mai detto, Buffon. In quei cinquanta metri quadrati si è scatenato l’inferno. Una furia di improperi rabbiosi, all’apparenza non giustificata dal momento. Conte si è messo a urlare, posseduto dal demonio di una possibile sconfitta o, ancora peggio, di una probabile pancia piena: “Mi avete rotto! Rotto, capito? E adesso andate tutti fuori dalle palle. Fuori, non voglio più vedervi. Fuori, ho detto!”. “Ma, mister…”. “Zitto Gigi, da quella bocca non deve più uscire una parola. Non me lo far ripetere. Proprio da te non me lo sarei mai aspettato. I premi… Ma pensa te, ’sti stronzi. Gigi, tu sei il capitano. E non capisci niente di niente, anzi diciamolo proprio, tu non capisci un cazzo. Sei una delusione, una sconfitta appena apri la bocca. Tu come tutti questi altri deficienti”.

Per la cronaca quella partita terminò con il punteggio di 3-0 per la Juventus ; una sfuriata programmata a tavolino secondo il parere dello stesso Buffon. Ma qualcosa tra Conte e l’ambiente juventino aveva già cominciato a scricchiolare già da qualche tempo, spalancando la strada all’inevitabile addio; anche in Nazionale il ct ha continuato a dover fronteggiare gli attacchi di certa stampa soprattutto riguardo al suo coinvolgimento (ancora tutto da dimostrare) nella spinosa vicenda relativa al calcio scommesse. Argomento di un altro capitolo presente nel libro in cui, in un dialogo con il presidente federale Carlo Tavecchio, Conte avrebbe confessato l’esistenza di un disegno contro di lui: “c’è sempre la Juve, mi remano contro”.