SHARE
Foto Sandro Falzone - LaPresse 15 01 2012 Torino ( Italia ) Sport Calcio Juventus - Cagliari Campionato italiano di calcio Serie A 2011 2012 Nella foto: Krasic Photo Sandro Falzone - LaPresse 15 01 2012 Turin ( Italy ) Sport Soccer Juventus - Cagliari Italian Football Championship League A 2011 2012 In the pic: Krasic

Krasic

Milos Krasic venne additato da molti come il nuovo Pavel Nedved. Sfortunatamente per la Juventus, il serbo risultò essere solo uno dei tantissimi Pacchi dall’estero.

Fallire nel mondo del calcio molto spesso è un po’ come fallire nella vita di tutti i giorni: gli insuccessi sono lì, con il fiato sul collo, e non fanno altro che tormentare. E’ altrettanto frequente, però, che i fallimenti arrivino dopo un’eccessiva pubblicità o iper-valutazione generante paragoni illustri e alquanto difficili da contenere e controllare. Milos Krasic ha scoperto il 21 agosto del 2010, giorno del suo approdo alla Juventus, quanto possa essere alto il prezzo da pagare se alle parole di altri non si riescono a plasmare fatti concreti.

I tifosi bianconeri e l’Italia calcistica intera accolgono l’esterno serbo, che per sei anni aveva fatto vedere grandi cose al CSKA Mosca, con grande trasporto. Krasic viene infatti additato come l’erede naturale di un’autentica leggenda transitata per anni al Delle Alpi e all’Olimpico, ovvero il Pallone d’Oro Pavel Nedved. Anche l’impatto fisico-tattico, in effetti, sembra suggerire questo paragone: entrambi biondissimi, oltre che entrambi giocatori di fascia con notevoli propensioni offensive. Insomma, la Juventus sembra essersi assicurata un ottimo calciatore da cui ripartire. I bianconeri sono infatti ancora reduci da una ricostruzione post Calciopoli più complessa del previsto e cercano con costanza di riappropriarsi delle zone di classifica più nobili e consone al club. Per farlo viene scombussolato anche il quadro societario: Andrea Agnelli è il nuovo Presidente, come Direttore Generale arriva Giuseppe Marotta che porta con sé dalla Sampdoria anche il tecnico Luigi Del Neri. Nonostante una discreta campagna acquisti, l’inizio di stagione della Juventus è un po’ altalenante: in campionato arriva un punto nelle prime tre partite, in Europa League solo un pareggio contro il Lech Poznan. Il team inizia però a vivere il suo momento migliore proprio grazie alle prime giocate di Krasic: il serbo fornisce assist a volontà per i gol dei compagni e alla quinta giornata si scatena anche in zona gol con una devastante tripletta contro il Cagliari, che segnerà l’inizio di un periodo di svariati risultati utili consecutivi per la squadra. Krasic, acquistato con un quadriennale e pagato 15 milioni di euro, pare effettivamente un giocatore di grande valore: sulla fascia macina chilometri e lavora moltissimo soprattutto per cercare compagni da servire, oltre ad inserirsi spesso con grande puntualità in area di rigore. Ad un tratto il paragone sacrilego con Nedved sembra non essere poi così azzardato. Purtroppo, arrivano ottobre e l’autunno a rendere amara una storia che pareva poter scaldare gli animi come il sole estivo.

Conte Krasic
Conte prova a spiegare i movimenti a Krasic ma non sembra molto convinto…

Krasic finirà nell’occhio del ciclone per un episodio molto controverso: a Bologna, durante un match di campionato, il serbo guadagnerà un rigore inesistente con un’evidente simulazione non punita dall’arbitro. Il rigore verrà poi sbagliato da Iaquinta e il risultato finale sarà di 0-0, forse anche per opera del Karma. Il gesto di Krasic diventa ovviamente virale: il giocatore viene criticato da più parti e, inevitabilmente, subisce la squalifica del giudice sportivo che lo punisce con due turni per via del suo atteggiamento. A complicare le cose arriva anche un infortunio che lo tiene fuori dai titolari per svariate partite. Al suo ritorno Krasic trova qualche gol e qualche giocata decisiva ma “l’effetto Nedved” sembra essersi affievolito notevolmente: in alcuni incontri il ruolo di Krasic è molto passivo e le sue prestazioni finiscono per diminuire di livello. Di conseguenza, anche quelle della Juventus inizieranno a crollare: da gennaio in poi i bianconeri subiscono un’involuzione clamorosa, che a fine campionato li terrà fuori dalle zone europee, sancendo il fallimento tecnico di Del Neri, il quale infatti verrà sollevato dall’incarico al termine della stagione. Krasic chiuderà l’annata con 41 presenze e 9 gol stagionali: un percorso discreto ma comunque non all’altezza, per un calciatore pagato 30 miliardi delle vecchie lire.

Krasic
…Avrà davvero capito?

Per l’ennesima volta negli ultimi anni, così, la Juventus è costretta a ripartire da una nuova guida tecnica. Viene ingaggiato Antonio Conte, che nel precedente campionato di Serie B aveva guadagnato una splendida promozione con il Siena. Krasic è oggetto di numerose speculazioni: a conti fatti l’ex CSKA Mosca non ha reso come dovrebbe e il mercato può riservare al giocatore molti estimatori. Nonostante i cambiamenti, però, Krasic decide di restare alla Juventus per giocarsi le sue carte, teoricamente favorito anche dal 4-2-4 attuato da Conte. Purtroppo la scelta si rivelerà decisamente inadeguata: Conte cambia modulo dopo poche partite passando al 4-3-3 e l’ex esterno del Vojvodina, che da insostituibile diventa riserva, vedrà il campo soltanto 9 volte tra Serie A e Coppa Italia, segnando il suo unico gol a Catania esclusivamente per un errore del portiere Andujar. Memorabili poi le scene e i siparietti che vedevano protagonisti il serbo e l’attuale C.T. della Nazionale, con ognuno dei due che sostanzialmente non riusciva a comprendere nulla di ciò che dicesse l’altro. La Juventus vince lo Scudetto e guadagna la finale di Coppa Italia ma per Krasic sono vittorie di Pirro: il ragazzo non dimostra acume tattico e si sente svalutato dall’allenatore, così il divorzio è l’unica strada possibile. Da perla del mercato a falso d’autore: il passo è stato brevissimo, e Krasic va via nel silenzio generale dopo tanto rumore ormai perso nel vuoto.

Attualmente, dopo aver vestito le maglie di Fenerbahce e Bastia, Krasic è finito al Lechia Danzica, club polacco che aveva affrontato con scarsi risultati proprio la Juventus nella Coppa delle Coppe 1983-1984. Il paragone con Nedved è ormai morto da anni, se non nella mente di coloro i quali non perdono occasione per rinfacciare l’angusta scelta di parole. A 31 anni e con i treni principali ormai alle spalle, Krasic continua a giocare con la consapevolezza di non poter più arrivare a massimi livelli. E, chissà, magari da ora in poi il prossimo “nuovo Nedved” potrebbe essere costretto a fare gli scongiuri…