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Tre stagioni all’MK Dons con 22 gol all’attivo, 71 match al Tottenham con già 21 reti e 15 partite in nazionale maggiore con due reti segnate. Cosa c’è di strano? Beh, nulla… al di là del fatto che stiamo parlando di un centrocampista e che la sua carta di identità segni 11 aprile 1996. Dele Alli ha decisamente fatto il passo più lungo della gamba ed ora, a soli 20 anni, si ritrova ad essere colonna portante di una delle migliori squadre della Premier e della nazionale dei tre leoni. Andiamo alla scoperta di questo giovane talento di cui sicuramente sentiremo parlare a lungo.

Parola d’ordine: bruciare le tappe.

Alli muove i primi passi della sua carriera nel settore giovanile dell’MK Dons, squadra che noi italiani forse ricordiamo per aver lanciato Roberto Di Matteo come allenatore. La sua prestanza fisica unita alle buone capacità tecniche attirano da subito l’attenzione del manager della prima squadra che, dopo averlo a lungo seguito nei diversi anni trascorsi nelle giovanili, decide di farlo esordire a soli 16 anni. Nella stagione 2013-2014 è ormai maturo per poter sopportare i carichi e le pressioni di una squadra di League One e, a 17 anni, gioca da titolare riuscendo a mettere a segno sei reti.

Non è un caso se, pur giocando da centrocampista, Alli riesca ad arrivare facilmente al gol: le sue incredibili qualità nell’inserimento e nel tiro dalla distanza gli permettono di essere costantemente pericoloso in area di rigore. Se a queste capacità uniamo ottimi tempi di gioco sia nel tackle che nell’anticipo, ecco che otteniamo un giocatore efficace a tutto campo, a cui è facilmente attribuibile l’etichetta di “box-to-box”. Un modello a cui accostarlo? Considerando il suo tifo sfegatato per il Liverpool, il primo pensiero va a Steven Gerrard, anche se può essere un paragone troppo pesante per un ragazzo della sua età.

IL MENTORE POCHETTINO

Dopo lo storico 4 a 0 rifilato al Manchester United in League Cup molti club iniziano a mettere gli occhi su di lui, ma a spuntarla è il Tottenham che, per circa 5 milioni di sterline (comunque tanti per un 18 enne), lo acquista nel febbraio del 2015 permettendogli però di terminare la stagione nel club che l’ha lanciato. Stagione che Alli termina alla grande, con ben 16 gol segnati e Pochettino che, all’inizio dell’attuale campionato, è contento di accoglierlo a braccia aperte. Dele, una sola domanda: perchè il Tottenham?

C’era l’interesse anche del Liverpool, la mia squadra del cuore, ma gli Spurs mi hanno assicurato di puntare su di me e l’allenatore ha manifestato la volontà di darmi molto spazio. Non potevo dire di no. – Dele Alli

Non solo grande potenziale calcistico, ma anche la maturità di poter mettere da parte il suo tifo per scegliere il meglio per la sua carriera. Pochettino è forse l’allenatore giusto per lui: talvolta capace di prendere dubbie decisioni dal punto di vista tattico, il tecnico argentino ha però idee chiare dal punto di vista del gioco ed ha da sempre puntato forte sull’entusiasmo dei giovani. Se oggi vediamo in prima squadra giocatori come Kane, Mason, Dier o lo stesso Alli, di certo Pochettino ci ha messo ben più che uno zampino e, a beneficiarne, è senza dubbio anche il ct inglese Southgate, abile a cogliere i segnali che il suo collega argentino non manca di spedirgli.

VIDEOGIOCHI E MUSICA

Dopo aver tentato di spiegare come Alli si comporta in campo, cerchiamo di scoprire chi è Dele fuori dal terreno di gioco. Avendo solo 20 anni, come tutti i suoi coetanei (e non) si diletta nell’arte dei videogiochi. Follemente innamorato di FIFA, sfida costantemente tutti i compagni con la volontà di imporsi come numero 1 assoluto del team. Così come in campo, la sua competitività è alta anche nella realtà virtuale, dove aggiunge un pizzico di spacconeria che a quest’età e più che accettabile.

Si, alcuni sono bravi, ma mai al mio livello – Dele Alli

Così parlava ai tempi del MK Dons: avrà trovato un giocatore degno di lui nella nuova squadra? Altra passione del giovane inglese è la musica: R&B, rap e hip hop i suoi generi preferiti, con una leggera propensione verso i brani di Chris Brown. E’ lui infatti l’incaricato a portarlo “in the mood” prima di ogni match, attirando gli sguardi perplessi dei compagni più “vecchi” che magari preferisco generi differenti. Ma Dele non si preoccupa, l’importante per lui è concentrarsi per la partita ed essere pronto a dare il massimo: ben venga qualche critica, tanto prima o poi ci sarà modo di vendicarsi davanti ad uno schermo e con un joystick in mano.

20 anni, fisico, tecnica e personalità: Dele Alli è di certo il futuro della nazionale inglese. Riuscirà il Tottenham a tenerselo stretto?

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