Magnanelli: “Se protesto io o lo fa Totti per l’arbitro è diverso”

Magnanelli: “Se protesto io o lo fa Totti per l’arbitro è diverso”

Magnanelli

Francesco Magnanelli si racconta: il calciatore e capitano del Sassuolo si sfoga a 360° sulle pagine rosa de La Gazzetta Dello Sport.

Il Sassuolo è ormai una realtà consolidata del nostro calcio e, tra i protagonisti delle belle stagioni in Serie A dei neroverdi, c’è sicuramente Francesco Magnanelli, capitano e ormai simbolo della squadra, del quale vi avevamo parlato tempo addietro. Magnanelli ha oggi rilasciato una bella e lunga intervista a La Gazzetta Dello Sport, raccontando sé stesso in tutte le sfaccettature della sua vita, tra sport, amore e quotidiano.

Ecco tutte le parole di Magnanelli: “Nessuno mi ha dato la Serie A: me la sono presa. E per restare in questa città ho rinunciato a contratti migliori. Fui acquistato insieme a Luca Baldo, ma lui si perse anche in storie di cocaina…I campioni a volte ti fanno vincere una battaglia, ma la guerra la vince la squadra. In futuro mi vedo più in campo che come dirigente. Penso ci siano calciatori che vicino ad altri rendono meno. Giudico dall’esterno, ma ad esempio a El Shaarawy mi pare non abbia fatto bene giocare con Balotelli. Berardi? Se sarà forte di testa in 4-5 anni diventerà tra i più forti d’Europa. Nazionale? Stava male davvero. Non vedo questo “non amore” per l’azzurro. Io ad esempio ci andrei di corsa se Conte non chiamasse sempre gli stessi. Tutti giocherebbero un Mondiale ogni due mesi; il problema sono le amichevoli che fanno accumulare tante partite. L’allenatore che ho apprezzato di più? Direi Allegri per come gestisce i giocatori, ma anche Pioli mi ha dato tanto. Sarri lo stimo parecchio; mi ha sorpreso più il percorso a Empoli che al Napoli, se col suo calcio riesce a far divertire campioni come Higuain può andare lontano. La figura del calciatore è molto particolare. Sappiamo che intorno a noi c’è quest’aura di perversione, ma siamo professionisti. Al massimo fanno le solite battute, cioè se ti vedono nervoso ti dicono: “Vatti a fare una sc… per scaricarti”. E poi occorre stare attenti, molte donne di mestiere fanno la moglie del calciatore, però ce ne sono tante che per seguirci lasciano città, famiglia, lavoro. Mia moglie Annalisa, ad esempio, è ingegnere civile e ha fatto delle rinunce. È lei quella più attenta, io per carattere sarei più spendaccione. Corruzione? Io denuncerei, ma ammetto che chi denuncia sarebbe guardato ancora male. In certe gare di fine stagione a me è successo di non avere gli stessi stimoli dell’avversario. Magari per questo ho fatto qualcosa in meno, ma non ho mai regalato un gol o una partita. La guerra? Non possiamo andare lì noi occidentali e distruggere tutto. È una rivoluzione che deve partire dall’Islam moderato. Non esistono più destra e sinistra. Renzi ad esempio sta facendo un buon lavoro, ma a contare davvero, però, sono i poteri forti. Anche nel calcio? Le cose da Calciopoli sono cambiate. Certo, l’arbitro è umano e quindi, purtroppo, se protesto io o Totti c’è differenza, a lui viene concesso qualcosa di più. Il mio mito? Andrea Pirlo. Non perché sono milanista: è stato il centrocampista più forte del mondo. Sassuolo in Europa? Eh sì, ci penso, ma occorre stare attenti, perché il confine tra una stagione esaltante e mediocre è sottile. Comunque, se ci andiamo giuro che mi faccio un altro tatuaggio”