Riecco Belotti, il Gallo è pronto per alzare la cresta

Riecco Belotti, il Gallo è pronto per alzare la cresta

belotti

Non è ancora il Gallo cantante ammirato in Sicilia nel su primo anno in serie A, ma l’impressione è che presto rivedremo il vero Andrea Belotti anche con la maglia del Torino, il club che per strapparlo al Palermo in estate aveva messo sul piatto qualcosa come 7,5 milioni di euro. Un investimento importante, soprattutto in ottica futura, quello operato sul ventunenne attaccante bergamasco che, dopo un inizio difficile, comincia a dare i suoi frutti; proprio vicino casa, nel match con l’Atalanta di domenica scorsa, Belotti ha ritrovato sé stesso, sfiorando ripetutamente il gol e lottando fino al 90’ su ogni pallone.

Generoso come pochi, potente, forse ancora un po’ sgraziato nei movimenti, l’ex centravanti dell’Under 21 di Gigi Di Biagio (dove nel biennio precedente ha messo a segno 9 reti in 20 presenze) non fa mai mancare il suo apporto anche in fase difensiva, rincorrendo spesso il portatore di palla avversario ben oltre la metà campo. Una caratteristica che incarna alla perfezione lo spirito del Toro, in grado di infiammare i vecchi cuori granata che però adesso si aspettano anche i gol in grado di far risalire la squadra di Gianpiero Ventura dopo il periodo difficile seguito all’ottimo inizio di stagione. Proprio quello in cui Belotti ha sofferto di più, scendendo in campo a singhiozzo e subentrando spesso dalla panchina; esattamente ciò che accadeva l’anno scorso nel Palermo di Iachini, dove era diventato l’apriscatole delle difese avversarie proprio entrando a partita in corso, meglio se nel finale. Ma in Sicilia, il lavoro al quale era chiamato, resta molto diverso da quello che gli chiede Ventura al Torino; senza più Dybala e Vazquez alle sue spalle, il Gallo ha faticato a metabolizzare il cambiamento, abituandosi a compiti e doveri che hanno messo a dura le sue qualità di bomber d’area di rigore, esaltando tuttavia il suo spirito battagliero.

Coccolato e sostenuto dal suo tecnico, che ha l’ha paragonato a Ciro Immobile evidenziando come anche l’ex capocannoniere della serie A in maglia granata aveva trovato difficoltà nell’inserirsi nei suoi schemi tattici, Belotti sa perfettamente di godere della fiducia di tutto l’ambiente, da sempre attento ai giovani e allo loro crescita. Con l’Atalanta per la prima volta è rimasto in campo per 90’, anche questo un segnale di come qualcosa stia cambiando attorno a lui nelle considerazioni del suo allenatore; più a suo agio al fianco di Quagliarella rispetto a Maxi Lopez, è stato il giocatore più pericoloso dei suoi con 4 conclusioni a rete e un movimento costante che ha messo in seria difficoltà la retroguardia atalantina. Egoista, sprecone e sfortunato, ma finalmente vivo e protagonista, Belotti ha una voglia matta di ritrovare la via del gol (l’ultimo ad agosto in Coppa Italia con la maglia del Palermo) e diventare il nuovo idolo della tifoseria granata, che in lui rivedono Ciccio Graziani. Il momento della svolta potrebbe essere arrivato.