Inferno Roncaglia: le rogne di una rosa corta

Inferno Roncaglia: le rogne di una rosa corta

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In principio era Facundo, “El torito” in pieno movimento. Un mix di forza atletica e spregiudicatezza, così si era presentato Roncaglia in quella afosa estate del 2012, la Fiorentina in piena rinascita, l’era Montella agli albori con la città toscana intenta a risvegliarsi dopo almeno un paio d’anni di torpore. I tifosi viola salutarono con calore il nuovo prospetto sopraggiunto dall’America Latina, con Pradè che, in tutta risposta, sorrideva pensando agli esborsi low cost dell’epoca (Gonzalo, Borja e l’argentino), assurgendolo al ruolo di beniamino cucendogli addosso la maschera del “proto” giustiziere, scomodando addirittura Chuck Norris e compagnia per l’ilarità totalizzante della rete.

RONCAGLIA FLOP L’amore è eterno finché dura, esattamente il girone di andata della stagione 2012/13. Di lì in poi i difetti si sono dimostrati ben più pesanti di quanto non si possa dire dei pregi. Il difensore argentino una volta smaltita la buona condizione atletica di inizio stagione, smarrì la bussola del gioco finendo intrappolato nella tatticità della nostra Serie A, un campionato in cui si predilige l’attenzione per i dettagli che non la mera spinta ed intensità fisica. Declassato l’anno dopo e confinato in Europa League dall’aeroplanino, addirittura messo sul mercato e costretto al prestito la passata stagione alla corte di Gasperini in rossoblu (anche lì con risultati altalenanti); Roncaglia è tornato a Firenze la scorsa estate ed è stato blindato in fretta e furia da Paulo Sousa, con il portoghese che ha cercato in prima istanza di non perdere pezzi dietro sperando che il tempo fosse galantuomo con buona pace anche di una sorte decisamente avversa ai toscani nel passato. L’ex Boca Juniors si è ritrovato titolare grazie soprattutto alla sua duttilità, un pregio per Sousa che ha dovuto puntellare la difesa della viola, risultando però più un rincalzo che non un titolare, con Tomovic che è riuscito a farsi trovare pronto solo in poche occasioni e Gilberto ancora troppo acerbo per il nostro campionato.

CALCIOMERCATO La coperta è troppo corta dietro, questo il vero e proprio male di questa Fiorentina scintillante in Italia e a fasi alterne in Europa League. La mancanza di un terzino destro di ruolo si fa sentire, sia che si parli di fase d’attacco che quando si va a “quadrare” la retroguardia, in tal senso Sousa deve sperare nel “regalo” sotto l’albero. Gli uomini mercato della Fiorentina si devono muovere per portare a Firenze un laterale o un centrale che sappia destreggiarsi anche sull’out, pronto cioè a prendere il posto di Tomovic e Roncaglia, eventualmente giocandosi il posto con uno di essi. Non sarà di certo una scelta semplice in quanto per il nostro calcio servono giocatori pronti, soprattutto a gennaio, e atleticamente integri (non proprio un caratteristica in cui spiccano gli acquisti viola) il che potrebbe spingere i Della Valle a mettere sul piatto un esborso importante, sebbene l’ultima parola spetterà al tecnico che ha dimostrato di vederci lungo sul mercato (Kalinic, do you remeber?). Chissà che la partita di ieri sera non porti consiglio: Xhaka ha fatto molto bene e Sousa lo conosce già, che sia una possibile opzione?
Stefano Mastini