Serie A Basket: i migliori volti nuovi del nostro campionato

Serie A Basket: i migliori volti nuovi del nostro campionato

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Superata la fase iniziale del campionato di Serie A basket, andiamo a dare uno sguardo ai migliori volti nuovi di una Lega in continua evoluzione. Tra le diverse new entry, abbiamo cercato di ricreare un podio immaginario selezionando alcuni tra i top acquisti provenienti dagli States che stanno dimostrando di essersi calati al meglio nell’esperienza continentale per arricchire una competizione sempre in cerca di talento e ispirazione cestistica.

 

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Alex Kirk- Se Pistoia è ormai in pianta stabile nel gruppo di testa della classifica della Serie A è anche per merito suo. Il prodotto di New Mexico transita per Cleveland trovando continuità nella Lega di sviluppo statunitense prima di impressionare Iozzelli e volare verso la provincia toscana. La testa rossa stretta tra le possenti spalle alte, quasi mascherare quel profilo da ragazzo semplice, potrebbero destare qualche sospetto lasciando pensare ad un centro robusto ma con poca aggressività cestistica. Poi ti passano davanti agli occhi certe giocate e capisci che Pistoia è riuscita ad assicurarsi un potenziale MVP della Lega:

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Versatile come pochi, il lungo classe ’91 è sicuramente una delle rivelazioni più importanti di questa nuova stagione. Assicurando un contributo costante su tutta la lunghezza del parquet a Pistoia, Alex Kirk figura tra i migliori su quattro diverse classifiche per specialità individuali. Secondo soltanto a David Logan per valutazione, 6° per punti realizzati, 5° per rimbalzi complessivi e ancora a chiudere il podio per stoppate. Dettagli esaltanti che manifestano in pieno la supremazia del #53 in maglia a scacchi, ambientatosi senza troppe difficoltà nella nuova esperienza europea, ma soprattutto statistiche individuali frutto di una continuità di gioco non esasperata dalla ricerca di soluzioni estemporanea quanto risultato di giocate elementari condite da un’esaltante dose di atletismo e prestanza fisica. La mentalità fa spesso la differenza per chi approccia al Gioco del Vecchio Continente dopo il percorso collegiale negli USA e Alex ha dimostrato di avere consapevolezza dei propri mezzi accompagnata dalla giusta umiltà, mettendo muscoli e tecnica al servizio del collettivo per stupire da subito.

 

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Julian Wright- Il lungo di Trento è di sicuro uno dei nomi altisonanti del mercato estivo. Le aspettative erano importanti per un ragazzo con un discreto passato NBA e delle capacità atletiche potenzialmente dominanti nella Lega. Nonostante le ottime medie e statistiche registrate in questo inizio stagionale, Wright ha vissuto una partenza intermittente iniziando col ritardo di condizione giustificato dalla consistente massa muscolare. Il sospetto è che Big Julian non abbia ancora mostrato il meglio di sé, lasciando comunque intravedere la grande versatilità che contraddistingue il suo gioco. Quando si dice non solo un atleta. Per sua stessa ammissione, nel trascorso collegiale ai Kansas Jayhawks, Wright veniva utilizzato indistintamente dalla 2 alla 5 dimostrando verticalità e presenza al rimbalzo come abilità perimetrali e ball handling al pari di una guardia. Nonostante la scelta stilistica e la tecnica di tiro possano suscitare qualche sorriso, le sue percentuali dall’angolo sono un’eccezione tra gli omologhi a sottolineare il portafoglio di soluzioni offensive che l’ex New Orleans può garantire all’Aquila.

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Sotto al proprio ferro è un elemento utile, forse indispensabile a questa Dolomiti Energia per la capacità con la quale può riempire l’area con tutti i suoi 203×107. Il tempo ci regalerà sicuramente un rendimento in crescendo per il Barba nell’attesa che i suoi muscoli diesel raggiungano la definitiva condizione e offrire ai playoff un giocatore unico, sicuramente devastante.

 

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Joe Alexander- Un nero travestito da bianco. Con tutto il rispetto per i caucasici, Alexander sembra il perfetto mix tra un 4 europeo e 3 statunitense. Un prototipo capace di aggredire l’avversario con dinamismo e verticalità arricchiti da una grande coscienza cestistica e ottima capacità di lettura delle situazioni di gioco. Il nativo di Taiwan arriva a Sassari quasi da incognita dopo una carriera in D-League culminata con l’approdo in Europa al Maccabi in seguito alla parentesi russa. Eppure ha fatto subito vedere di che pasta è fatto aprendo la stagione con l’high di 21pt contro Cremona e sciorinando prestazioni eccellenti e giocate ad effetto inscenate soprattutto all’interno del pitturato avversario.

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Bello da vedere, è un lungo capace di battezzare omologhi di maggior prestanza e trasformare piazzati con la giusta affidabilità. In fase difensiva può sicuramente crescere, aumentando intensità e contributo al rimbalzo. Per questa prima fase del campionato non ha tradito le attese, mantenendo valutazioni e realizzazioni costanti e nonstante il rendimento altalenante del Banco. La possibilità di ripartire con Calvani, come tutta la Dinamo, può offrirgli l’opportunità di dimostrare la sua importanza per i campioni d’Italia e confermarsi uno tra i migliori della Lega nel ruolo.

 

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Peyton Siva- Se all’inizio del campionato ci avessero chiesto il giocatore più atteso tra i nuovi volti di questa Serie A molti avremmo risposto col suo nome. In realtà fino ad oggi si è visto poco e niente. Il continuo fastidio al bicipite femorale della coscia destra lo ha costretto spesso al forfait, lasciandogli accumulare soltanto 72 minuti di gioco e 3 presenze. L’eccellente prestazione offerta contro la capolista Pistoia nel match della 7a giornata ha mostrato al pubblico le qualità di un campione ancora troppo giovane per essere abbandonato alle sfortune muscolari. L’attesa nei confronti del talento di Seattle è rimasta la stessa della pre season, confermando l’importanza dell’investimento che la Juve Caserta ha sottoscritto assicurandosi le prestazioni della guardia americana capace anche di questo:

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Un fenomeno offensivamente straripante con skills infinite e semplicità di inventare dal palleggio per aggredire il ferro e servire i compagni senza rivali in Lega. La speranza è quella di riaverlo presto in campo perché il suo gioco potrebbe essere un patrimoni per l’intero movimento del Basket nostrano.