Lavezzi vuole l’Italia e dichiara: “Chi tifo tra Napoli ed Inter? Rosario Central”

Lavezzi vuole l’Italia e dichiara: “Chi tifo tra Napoli ed Inter? Rosario Central”

lavezzi

Da mesi è al centro di svariate voci di mercato, ma questa sembra essere la volta buona: Ezequiel Lavezzi potrebbe veramente tornare a giocare in Italia, a gennaio o a giugno? Le vie del mercato sono infinite, di sicuro al Pocho l’Italia ed il calcio italiano mancano eccome, e a confermarlo è lo stesso attaccante argentino, intervistato in esclusiva dalla Gazzetta dello Sport.

NOSTALGIA ITALIANA – L’Italia è il paese che lo ha lanciato nel mondo del grande calcio, quanto mancano a Lavezzi l’Italia ed il calcio italiano?
“Moltissimo. Mi manca il calcio in particolare: io sono argentino, sono abituato alle pressioni. Per noi argentini è meglio vivere il calcio in maniera intensa, anche quando c’è amore-odio. Napoli è una città particolare, in tutta Italia in generale il pallone è vissuto con una intensità incredibile e si trovano più stimoli. Qui si vive in un altro modo, né migliore né peggiore: ti godi il calcio e la vita, ma è diverso.”
“Forse il calcio italiano non è più quello di prima, ma è bello da vivere e da giocare. È avvincente, ti fa sentire un calciatore vivo, ti spinge al massimo. Io ho la tv italiana e mi guardo tutte le partite”. Lunedì sera Napoli ed Inter si giocano la vetta, Lavezzi da un indizio di mercato non sbilanciandosi sulle sue preferenze: “Tifo per una bella partita e credo che lo sarà. Il Napoli gioca bene, questo è l’anno buono per vincere lo scudetto e i giocatori lo sanno. Ma anche l’Inter ha chance di scudetto“. Napoli-Inter a questo punto della stagione comunque, non è ancora una sfida scudetto: “È presto per dirlo, mi pare un campionato molto combattuto. Il Napoli mi sta simpatico e se ha successo mi fa piacere, perché Napoli per me è una seconda casa. Io però sono tifoso del Rosario Central”.

FUTURO – Il contratto di Lavezzi scade il prossimo giugno, il giocatore del Psg ammette di essere intenzionato a cambiare aria, magari per tornare in Italia: “Ci sono tante possibilità, ho dei mesi per decidere e fare la scelta migliore per me. Questo è l’ultimo contratto che posso fare, mi interessa andare a giocare in una squadra che mi dia stimoli, ma penserò anche alla città e alla qualità della vita”.
In Italia Lavezzi ha ancora tanti amici, tra cui Javier Zanetti, oggi dirigente dell’Inter, squadra che da tempo ha il Pocho nel mirino “Zanetti è un amico e l’ho sentito, ma certe cose non si possono raccontare. Scherzi a parte, credo di essere arrivato al punto giusto di maturazione per pensare alla soluzione migliore”.
Il Psg sta dominando da anni in patria, quest’anno ha già accumulato un vantaggio incolmabile per le rivali. La Ligue 1 è diventato un campionato noioso che rischia di togliere stimoli alla corazzata parigina, stimoli che possono arrivare dalla Champions League: “E’inutile nascondere che questo Psg è troppo forte per gli altri club. La nostra sfida è anzi trovare stimoli anche se non ci sono in Francia rivali che ci possano impegnare molto, e in questo senso penso che il gruppo stia facendo un ottimo lavoro, impegnandosi sempre. La Champions dà motivazioni differenti e dagli ottavi sarà ancora meglio. Dagli ottavi comincia la vera Champions, non si può più sbagliare niente e la pressione sale”.

PARAGONI – Giunto al giro di boa dei 30 anni, Lavezzi ha giocato con tanti campioni e ne ha affrontati altrettanti. I paragoni tra i giovani ed i fuoriclasse sono all’ordine del giorno, e in Italia i più gettonati al momento sono Verratti-Pirlo, Dybala-Tevez, Dybala-Messi: “I paragoni nel calcio non hanno senso, Verratti è già fortissimo e potrà diventare uno dei migliori del mondo nel suo ruolo se avrà la possibilità in Nazionale di far vedere quello che sta facendo qui a Parigi. Per quello che ha fatto Tevez alla Juve il paragone è meglio non farlo. Dybala ha grandi potenzialità e può migliorare: ha le qualità per diventare un grande giocatore. Come Messi non c’è nessuno: Messi ha fantasia e semplicità, e soprattutto la semplicità delle cose che fa ti spiazza. È il più forte del mondo e essere accostato a lui anche in prospettiva non ha molto senso. Da una vita si fanno paragoni nel calcio, ma i giocatori bisogna goderseli in campo per quello che sanno fare, considerarli per quello che sono. Maradona, Pelè, ora Messi, Cristiano Ronaldo…Dybala non sarà mai Messi, però magari scriverà il suo pezzo di storia”. A proposito di paragoni, c’è tempo anche per una comparazione tra gli allenatori avuti in carriera: “Ancelotti crea rapporti fantastici con lo spogliatoio, Leonardo è l’uomo che mi ha portato qui. Gran parte dei motivi per i quali ho scelto Parigi è legato a Leo e alle sue ambizioni. Ma ogni allenatore lavora a modo suo e io mi adeguo”.