Nba: Warriors nella storia, Bulls e Pacers volano in silenzio

Nba: Warriors nella storia, Bulls e Pacers volano in silenzio

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WARRIORS ANCORA IN STRISCIA – Ormai neanche sorprendono. Il record del migliore inizio di stagione della storia della Nba fa tappa a Ockland con i Warriors di Curry guidati da Coach Kerr che vincendo contro i Lakers sono andati sullo storico e incredibile 16-0. Tutto il mondo cestistico ora si chiede chi potrà fermare i campioni 2015 che dopo il titolo sembra abbiano acquisito ancora più consapevolezza. Ormai favoriti indiscussi anche per quest’anno, ma non facciamoci ingannare. Gli esempi di grandi partenze finite male non mancano nella storia del basket americano. ultimo, i Celtics del 2008-2009, che dopo il titolo cominciarono con un 27-2 per poi non arrivare neanche alle Finals.

SALE MEMPHIS, SPROFONDA HOUSTON – L’avevamo annunciato qualche settimana fa e forse non era neanche una grande scoperta, ma i Grizzlies partiti in sordina stanno risalendo la classifica e il quinto posto dietro i Mavs è la giusta posizione per Marc Gasol e compagni. Ritrovati i meccanismi difensivi che si erano un po’ persi nelle prime partite stagionali, con un Conley in formato All Star, nonostante l’assenza di Zibo per qualche partita, a Memphis si godono il ritorno nelle alte sfere. Non bisogna però distrarsi, la Western Conference è piena di insidie e basta poco per fare dei brutti passi indietro. Chiedere a Houston per capire. I texani dopo l’allontanamento di McHale non hanno per niente cambiato marcia e il decimo posto è piuttosto deprimente per chi mesi fa disputava la finale di Conference. Un roster che vale le prime tre posizioni a ovest non può ritrovarsi in fondo alla classifica. Risalirà sicuramente e probabilmente parteciperà ai playoff, ma arrivare in una posizione tra la sesta e l’ottava mette a rischio i buoni propositi per la post season. Stanotte hanno quasi perso con i derelitti Sixers, sul parquet di casa e probabilmente sarebbe stato il punto più basso raggiungibile quest’anno.

BULLS E PACERS VOLANO ALTO – Escludendo i Cavs, ancora senza Irving ma già padroni della Eastern Conference, troviamo in alto in classifica due squadra che sorprendono, fino ad un certo punto. Prendiamo i nuovi Bulls di coach Fred Hoiberg: il gruppo è rimasto lo stesso dello scorso anno, eccezion fatta per Bobby Portis, rookie dal buon talento che trova poco spazio dietro il pacchetto lunghi migliore della Lega. Nuovi appunto, perchè il nuovo coach ha mantenuta intatta la tenuta difensiva che Thibodeau ha portato a Chicago, ma ha aumentato i giri d’attacco. Mirotic titolare a discapito di Noah e molti minuti a McDermott sono le chiavi della nuova idea tattica dei Bulls che stazionano secondi nella conference. Per i Pacers il discorso è più semplice. Paul George è tornato dall’infortunio in una forma strabiliante. Tra i migliori in Nba finora, sta trascinando i suoi a risultati inaspettati. Terzi a est e lo scontro diretto proprio con Chicago stanotte ha detto che i Pacers, usciti vittoriosi, possono lottare per il secondo posto senza problemi.

NON MANCANO LE SORPRESE – I Clippers partiti 5-0 si ritrovano settimi ad est. Le prospettive erano e restano alte, ma qualcosa deve cambiare perchè con quel roster (e dopo le follie di quest’estate per tenere Jordan), bisogna dare molto di più. Così come i Wizards, che hanno fatto diversi passi indietro rispetto ad un anno fa. Non sarà certo l’assenza di Pierce a sconvolgere la squadra, che ha trovato i Otto Porter un buon tre titolare. Ma Beal e soprattutto Wall devono tornare quelli che conosciamo se no per i playoff si fa dura. Mentre vanno fatti i complimenti a Charlotte, stabili sesti a est. Kidd-Gilchrist è ancora infortunato ma Batum, Lin e Kaminsky come nuovi innesti sono entrati subito nel sistema di coach Steve Clifford. In casa sono una macchina quasi perfetta e nonostante la sconfitta di stanotte con i Cavs, sono una squadra di tutto rispetto.