Milan, la doppietta di Niang non è una casualità

Milan, la doppietta di Niang non è una casualità

niang milan

Rotonda vittoria del Milan contro una Sampdoria che, detto onestamente, è stata troppo brutta per essere vera. Il 4-1 della serata di ieri è il risultato dei migliori rossoneri e dei blucerchiati che si giocano la palma di peggior partita della stagione con il playoff di Europa League contro il Vojvodina all’Olimpico di Torino. E’ risalito alle cronache il nome di M’Baye Niang, numero 19 del Milan che con una doppietta ha finalmente segnato il primo (e il secondo) gol il campionato con la maglia rossonera: il suo orologio interno col Diavolo era fermo alla serata di San Siro contro il Barcellona dove, appena diciottenne, era andato a segno contro i blaugrana negli ottavi di Champions League.

Da lì è iniziata la sua personalissima via crucis che l’ha portato al Montpellier prima e al Genoa poi: con la maglia del Grifone negli ultimi sei mesi dello scorso campionato ha mostrato sprazzi di classe, uniti ad una buona capacità di andare a segno (cinque reti in quattordici presenze). Le reti con la maglia del Genoa non sono state frutto del caso o di un interruttore interno che si è improvvisamente acceso: Gasperini, allenatore di un porto di mare calcistico come i rossoblu, ha dovuto imparare a non avere la presunzione di adattare i giocatori al suo modulo, ma di ritagliare quest’ultimo attorno alle caratteristiche del materiale umano che di volta in volta si presenta al centro sportivo di Pegli. Dover lavorare ogni anno con una rosa rivoluzionata non concede il tempo di insegnare i propri dettami, ed è per questo che il mister di Grugliasco è l’allenatore perfetto per il Grifone.

Nella scorsa stagione Gasp ha subito scorto le grandi potenzialità del ragazzo, che nelle prime partite giocava defilato, vicino alla linea laterale sinistra del campo: ottime prestazioni ma pochi gol, un po’ il leit motiv della carriera del franco-senegalese. La svolta è arrivata nel momento in cui Niang è stato accentrato: il gol e gli assist, essendo più nel vivo del gioco, non hanno tardato ad arrivare con l’aiuto di due compagni eccellenti dal punti di vista tecnico come Diego Perotti e Iago Falque. Il ragazzo ha incantato con il Grifone giocando in posizione centrale, tanto da riconquistarsi la maglia rossonera: dopo l’infortunio in estate finalmente il rientro in campo, da esterno nel 4-3-3 di Mihajlovic. Prestazione a folate, ma ancora il gol non si vede.

Da qui il guizzo: l’allenatore serbo cambia tutto, il modulo diventa 4-4-2 e Niang fa la punta al fianco di Bacca. Prove generali al trofeo TIM, e agli sgoccioli di un freddo novembre si va in scena a San Siro. Assist per Bonaventura, gol su rigore prima (da menzionare la generosità di Bacca, fuoriclasse anche nello spogliatoio, che lascia la precedenza al compagno che deve sbloccarsi) e su azione poi, con la complicità di un Viviano letteralmente inguardabile nell’occasione. Come dicevamo prima, la prestazione del francese non è una casualità: al centro dell’attacco può esprimere al meglio le sue doti fisiche e tecniche, completandosi con gli altri tre giocatori offensivi del Milan. La maturazione calcistica del ragazzo è su una buona, ottima strada.