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E’ uno dei personaggi più conosciuti del calcio tra gli addetti ai lavori, Andrea D’Amico è uno di quei procuratori che riesce sempre a stupire con colpi e dichiarazioni spesso altisonanti e controcorrente. Quest’oggi l’agente di molti calciatori tra cui Sebastian Giovinco si è raccontato ai microfoni del quotidiano Libero in una lunga intervista a cura di Fabrizio Biasin.

INTERVISTA D’AMICO Queste le parole di D’Amico al quotidiano Libero Creo opportunità di lavoro a professionisti del pallone. Possono essere giovani calciatori in cerca del primo contratto, campioni affermati, allenatori più o meno bravi” sui giocatori che gli sono “passati tra le mani” “Il primo che mi viene in mente è Bocchetti, oggi difensore titolare allo Spartak Mosca. Un anno fa mi chiede di trovargli un club perché non trova spazio in campo, il 24 gennaio Mexes si fa cacciare durante Lazio-Milan, prende 4 giornate, chiamo Galliani da Toronto e concordiamo il prestito per 6 mesi. Telefono a Salvatore che era in ritiro in Spagna: ‘Si va a Milano’. Bisogna saper cogliere le opportunità… Nel 1996 Pietro Vierchowod inizia la preparazione nel Perugia ma non si trova bene, vuole cambiare. Mentre penso a come accontentarlo, Franco Baresi si fa male. Chiamo Galliani: ‘Adriano, ho il giocatore che fa per te’. E in un sol colpo risolvo due problemi”.

 

 

Sui suoi contatti “Nel 2010 prima dei Mondiali sono a Dubai dal presidente dell’Al-Ahli. Mi parla dei testimonial dello sport degli Emirati Arabi: i due più celebri sono Federer e Woods, ma il golfista non ha più una bella immagine per le note vicende personali. Torno a casa, sono in cucina, accendo la tv e Cannavaro parla dell’imminente Mondiale. Dice che partirà per il Sudafrica senza contratto ‘e poi si vedrà…’. Si accende una lampadina, faccio 1+1, chiamo il ragazzo, lui si mette d’accordo con i suoi agenti e diventa uomo immagine degli emiri per 3 anni…” poi sul trasferimento di Sebastian Giovinco “Il ragazzo è in scadenza con la Juve, parliamo con il club ma non ci sono i presupposti per il rinnovo. Allora mi guardo in giro ma tutte le soluzioni non soddisfano Sebastian. Il Bologna, per dire, in quel momento farebbe carte false per averlo ma è in serie B. Allora mi viene in mente una recente chiacchierata che ho fatto con i vertici dell’Mls, in America, e mi illumino: stanno vivendo la “terza fase” di sviluppo del prodotto calcio, per loro Giovinco è perfetto”.

 

 

Sulla MLS “Prima hanno puntato sui miti a fine carriera, poi hanno richiamato in patria i giocatori americani, ora hanno bisogno di «uomini immagine», grandi calciatori europei. Mi viene in mente Toronto, una città con un milione di “italiani”, chiamo i miei contatti, parliamo, non c’è bisogno di trattare: sono entusiasti da subito – aggiunge D’Amico – L’Mls è un torneo straordinario, il futuro è lì: hanno strutture all’avanguardia, stadi pieni, entusiasmo, capacità di esportare il prodotto. Ho detto loro: “Se Hollywood decide di fare un film sul soccer è fatta”. Lo faranno. In Italia siamo troppo autoreferenziali, pensiamo che il calcio sia tutto lì e invece non è più così. Io e il mio maestro, Claudio Pasqualin, l’abbiamo capito tanti anni fa. Abbiamo portato Porrini e Amoruso in Scozia, Vialli al Chelsea nel 1996″.

Aggiunge poi sugli altri assistiti “Gattuso? Mi creda, stiamo parlando di un grandissimo allenatore, uno che cura i particolari, che sa far rendere la sua squadra al meglio. Presto una “big” lo prenderà e farà un affare. La cosa più complicata è avere pazienza. Mazzarri è il tecnico più “mentale”, preparato e determinato che io abbia conosciuto, sta solo aspettando il progetto giusto. Prenda Montella, ha lasciato la Fiorentina e dopo pochi mesi si è piazzato alla Samp. Ormai il mercato dei tecnici è molto veloce, ma se un mister ha raggiunto un determinato livello deve ambire a quello superiore; se sposti una borsa da Via Montenapoleone al negozio multi-marca di Corso Buenos Aires, la percezione del pubblico cambia anche se è la stessa borsa” chiosa sul post carriera dei giocatori “Con un’altra società acquistiamo e rivendiamo palazzi. Per un calciatore è importante sapere come investire i guadagni, altrimenti i soldi prima o poi finiscono anche se sono tanti”

 

 

Stefano Mastini

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