Napoli: bel gioco e primo posto, ma emergono due interrogativi

Napoli: bel gioco e primo posto, ma emergono due interrogativi

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Una vittoria importante davanti al pubblico delle grandi occasioni, primo posto in classifica dopo ben 25 anni ed ennesimo scontro diretto portato a casa. Adesso, però, per il Napoli arriva il bello: se fino ad oggi l’attenzione dei media era riservata ad altre piazze, adesso il bersaglio principale saranno gli azzurri, con tutti gli effetti positivi e negativi che ne conseguiranno. L’inizio zoppicante di campionato aveva cominciato già a far sollevare le prime critiche e, forse, agire da “underdog” era l’ideale per poter costruire con calma le proprie fortune. Adesso però è arrivato un nemico forte e pericoloso chiamato “aspettativa”, pronto a punire dopo ogni passo falso. Riuscirà la truppa di Sarri a tenere i piedi per terra ed a rimanere umile nonostante le pressioni della piazza?

Intanto, nonostante la vittoria, la partita contro l’Inter ha mostrato, oltre ai pregi ormai noti di questa squadra, anche due dettagli da non sottovalutare in cui i partenopei possono e devono migliorare per continuare a tenere questo passo. Il primo è stato individuato e saggiamente sottolineato dallo stesso Sarri: “Dopo il loro gol è subentrata l’ansia da risultato, ansia che ci ha portato a sbagliare tante cose che solitamente non sbagliamo mai”. “Cazziatone” in arrivo, dunque, per gli azzurri, ma la tensione e la pressione sono due sensazioni con cui i giocatori devono imparare a convivere a questi livelli, specialmente in partite importanti come quella di ieri. Un match ampiamente controllato poteva essere buttato via per un semplice calo mentale e questo, se si vuole lottare per obiettivi importanti, non deve mai accadere. Sarri lo sa e di certo lavorerà molto dal punto di vista psicologico, ma anche i giocatori devono imparare a gestire le loro emozioni: gli alibi ormai sono finiti e per tenere testa a squadre ben più esperte ed abituate al vertice c’è bisogno di concentrazione e mentalità.

Il secondo limite, come ribadito già più volte, è riferito alla rosa. Se in attacco non esistono grossi problemi (al netto di congiunture astrali che possono portare, come in questo periodo, l’esclusione per infortunio di più elementi insieme) ed in difesa i ricambi appaiono più che soddisfacenti, nel reparto intermedio il Napoli ha un evidente punto interrogativo. I tre titolari stanno offrendo un rendimento super, ma le riserve non sembrano offrire garanzie né numericamente né tanto meno dal punto di vista della qualità. Se dalla panchina ci si aspetta un cambio di passo nei momenti di stanchezza dei titolari, si nota che Valdifiori, David Lopez e Chalobah non hanno le caratteristiche per garantire questo guizzo, essendo giocatori di gestione e contenimento più che di gamba ed intuito. Non è stato un caso se ieri la manovra del Napoli è diventata d’un tratto più impacciata dopo l’uscita di Hamsik e le scelte di Sarri sono sicuramente limitate se l’intenzione è di cercare quel quid in più pescando forze fresche dalla panchina. Tutto ciò, immaginiamo, sia stato appuntato dettagliatamente da Giuntoli, che a gennaio dovrà provare a fornire all’allenatore il tassello mancante per questa macchina quasi perfetta.

Il Napoli è ormai passato da “underdog” a protagonista del nostro campionato, ma ha ancora tanto da dimostrare ed un distacco minimo sulle altre su cui cullarsi. Il lavoro e l’umiltà devono rimanere la base per sopraffare gli entusiasmi di una piazza che facilmente tocca picchi emotivi opposti e la squadra deve essere abile a gestire l’inevitabile pressione che da oggi calerà su tutta la città.