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Juventus - Atalanta

Un caso chiuso, archiviato dopo 68′ di grande livello in un ruolo che non ricopriva dai tempi di Udine. Kwadwo Asamoah non giocava una partita intera dallo scorso 23 maggio quando il suo rientro in campo dall’infortunio al ginocchio era coinciso con il successo per 3-1 sul Napoli di Benitez. Quel giorno, schierato terzino sinistro, il ghanese aveva sperato di essere riuscito a lasciarsi alle spalle il periodo più negativo della sua giovane carriera, ma ha dovuto pazientare ancora qualche mese prima di tornare davvero protagonista, in una partita in cui ha mostrato tutto il meglio del suo repertorio.

Ieri Allegri ha deciso che era arrivato il momento del rilancio dal 1’, dopo i 53’ disputati nella gara con l’Atalanta, quelli in cui aveva riassaporato il campo dello Juventus Stadium, subentrando all’infortunato Pereyra; minuti importanti nelle gambe che avevano tuttavia finito con l’affaticare i suoi muscoli ancora poco abituati a scatti e contro scatti, riaprendo così per lui le porte dell’infermeria bianconera. Un problema muscolare da mettere in conto dopo il lungo stop, che ha finito per tenerlo ai margini per un altro mese, un’infinità per chi come lui ha sempre fatto della costanza nelle prestazioni un vero e proprio marchio di fabbrica. Le 114 presenze in quattro stagioni nell’Udinese di Guidolin testimoniano l’affidabilità del quasi ventisettenne di Accra, elemento imprescindibile per la Juventus di Antonio Conte, il tecnico che l’ha trasformato in esterno sinistro nel suo 3-5-2, vista la concomitante scoperta ed esplosione in mezzo al campo di Paul Pogba e la folta concorrenza. In Friuli era stato il fido scudiero di D’Agostino e Inler, a Torino invece il trattore che ha arato la fascia sinistra per due stagioni consecutive, coincise guarda caso con altrettanti scudetti; non proprio il giocatore in grado di fare la differenza, ma tremendamente efficace e affidabile, ha rappresentato la prima scelta assoluta fino appunto ai guai al ginocchio.

Cominciati lo scorso mese di gennaio e protrattisi per tutto il resto della stagione, fino addirittura a metterne in dubbio il ritorno in campo sui livelli mostrati nel nostro campionato. Fino a ieri quando, in ballottaggio alla vigilia per un posto da interno sinistro con Alex Sandro (schierato esterno sinistro al posto di Evra), Asamoah è tornato alle origini, riassaporando antiche sensazioni. Non era facile reggere l’urto in una gara dispendiosa e intensa, ma la mediana è la sua casa; dinamico, potente e propositivo come ai bei tempi, ha chiuso ogni varco, non rinunciando mai a ribaltare il fronte del gioco, accompagnando spesso l’azione in velocità degli attaccanti bianconeri. Solido nei contrasti, intelligente e mai falloso, sembra completamente ristabilito e finalmente in grado di contribuire alla causa, fornendo ad Allegri un’altra valida alternativa a disposizione. Nella cinquina della Juventus non c’è solo la firma di Dybala, ma anche il marchio indelebile di Asamoah, il jolly tuttofare.

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