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diritti tv

Il flusso migratorio dei tifosi, sempre più lontani dallo stadio e vicini alle tv, non accenna a placarsi. La serie A, sulla scia di quanto accade nei più importanti campionati europei, prosegue nella sua rincorsa allo spezzatino: una cottura lunga, scandita talvolta da tre giorni di calcio, oppure quattro, negli orari più disparati. La soluzione, già in voga da qualche anno, attira critiche e stimola il dibattito, incentrato sugli stadi sempre più vuoti e sui divani, sempre più pieni ed evidentemente anche più comodi. La trasformazione è ancora in atto ma i dati testimoniano un passaggio di consegne già avvenuto: lo stadio “virtuale”, riprendendo le celebri parole pronunciate dall’innovatore De Laurentiis, ha preso il sopravvento su quello reale e gran parte del merito (o del demerito) va riconosciuto alle strategie adottate dalla lega calcio che, d’accordo con le piattaforme digitali e satellitari, organizza il calendario in relazione alle esigenze del palinsesto televisivo, senza badare alle difficoltà logistiche e organizzative di coloro che ancora non si arrendono al passaggio di consegne.

L’ultimo turno di campionato, scandito da un succulento spezzatino, ha fatto registrare cifre interessanti per le televisioni, con tanto di record, meno per gli impianti, lasciati al loro destino, salvo alcune eccezioni. Le partite di cartello attirano un numero ragguardevole di spettatori mentre il crollo si manifesta soprattutto in provincia, oppure in occasione di gare dallo scarso appeal. Alle nove partite dell’ultimo turno (va escluso il match tra Sassuolo e Torino, rinviato per nebbia) hanno assistito in media 22788 spettatori, con un picco massimo di 55 mila per Napoli-Roma e un picco minimo di 8800 per Empoli Carpi e una percentuale di riempimento generale del 50,8%. La media “stadio” è tutto sommato in linea con quella registrata nel corso delle precedenti giornate. A destare stupore, invece, è  l’impennata decisa delle tv. Nonostante il calendario offrisse una partita in meno, per i motivi di cui sopra,  la cifra degli spettatori complessivi, raccolta dal portale calcioefinanza, è stata di gran lunga superiore alla media stagionale: 8396340 totali contro i 6907068 che solitamente si siedono davanti alla tv per la giornata di campionato, cioè il 21,5% in più. Numeri da tenere d’occhio anche nel prossimo week end, quando la serie a si regalerà un calendario decisamente atipico: un solo anticipo al sabato (Bologna Empoli, ore 20 e 45) e poi tutti in campo di domenica: alle 12 e 30, alle 15, alle 18 e infine alle 20 e 45. Il divano già freme.