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Paulo Sousa, Fiorentina
Paulo Sousa, Fiorentina

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E’ una Fiorentina strapazzata e spossata quella che esce dalla doppia sconfitta contro Juventus e Carpi. In tre giorni e poco più i viola hanno visto ridimensionate le proprie ambizioni: da squadra tutta gioco e bellezza, almeno a detta di molti, si è passati ad additare gli uomini di Sousa come ripetitivi e scontati. Al di là comunque delle sconfitte, lasciare punti a Torino non è di certo un unicum ne tanto meno un dilemma amletico, anzi, per non parlare poi della debacle in Tim Cup dove non volano “capelli strappati” a destra e manca; quello che fa decisamente paura semmai è la condizione atletica di una Fiorentina dai ranghi corti, forse cortissimi al netto delle scelte tattiche del tecnico portoghese, che poco e male riesce a divincolarsi dall’abbraccio “mix” di fatica e ambizioni.

FIORENTINA STANCA C’è poco da dire e poco da fare, la Viola ha fatto registrare una delle migliori partenze in Serie A della sua storia, motivo di vanto se si pensa poi alle giornate vissute in testa alla classifica, un’altitudine inattesa che non ha infastidito troppo l’ambiente gigliato, in questo senso maturato molto negli anni a dimostrazione di uno zoccolo duro di caratura, almeno, nazionale. Adesso però i gigliati pagano lo scotto atletico di una partenza arrembante, con i soliti costretti a scendere sempre e comunque in campo, problema questo dovuto a carenze strutturali di una rosa non pensata per supportare un modulo dispendioso come quello messo in auge da Sousa. L’ex Basilea aveva trovato la quadratura del cerchio fin da subito, per quello che poteva essere considerato il disegno tattico di inizio avventura, salvo poi trovarsi ingabbiato, anche per via dei risultati positivi, ad un solo modo di “fare calcio”. Con le energie che vengono meno però il giocattolo si “incanta”, vittima di se stesso in alcuni casi, le uscite fumantine degli ultimi tempi di Gonzalo Rodriguez e Roncaglia rendono bene l’idea in tal senso; con il placet di Sousa che, complice un turnover amputato, non sta riuscendo nell’impresa di far sentire tutti gli uomini a disposizione importanti.

FIORENTINA VS CHIEVO Il match di domenica contro il Chievo è uno snodo cruciale della stagione dei toscani. La Fiorentina deve dimostrare al suo pubblico di aver ritrovato la giusta convinzione per puntare al sogno Champions League, una caratteristica mancata sia a Torino che in Coppa Italia e che ha finito, in ultima istanza, per dipingere una squadra fin troppo intenta a specchiarsi cestinando per direttissima il pragmatismo. Se Sousa non dovesse riuscire a ritrovare in fretta il bandolo della matassa, smarrito a Torino, con le mosse dalla panchina arrivate a tempo scaduto, ingarbugliatosi a Firenze, finale di gara giocato con sei punte, i tifosi viola si ritroverebbero a sperare solo e soltanto in più di un colpo di mercato che sappia impartire la giusta svolta ad una stagione che sta, pian piano, sfilando via dalle mani dei toscani.

Stefano Mastini

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