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Dmitry is on fire. Il nuovo patron di Cantù prosegue la sua personalissima rivoluzione di una delle realtà storiche della nostra Lega a colpi di spugna. Il tutto con la delicatezza di una peperonata per colazione. L’ultima manovra del presidente russo ha coinvolto la direzione tecnica della squadra con l’esonero di Fabio Corbani dalla panchina dell’Acqua Vitasnella, a poche ore dalla sfida di campionato contro Trento di domenica. Il provvedimento, o meglio il cambio di direzione è arrivato dopo la sconfitta contro Cremona, neanche un mese dopo l’approdo del presidente-coach-ala grande del Krasny Oktyabr Volgograd nel brianzolo.

Eppure nonostante il record negativo (4-7), con un avvio di stagione a singhiozzo, la vecchia Regina d’Europa sembrava accennare una parabola ascendente con tre vittorie registrate dall’avvicendamento della proprietà, interrotte soltanto dalla sconfitta nel derby con l’EA7 prima del pedaggio offerto alla Vanoli, sicuramente una delle squadre più convincenti per gioco e continuità. Comunque Corbani viene sacrificato. Qualche avvisaglia si era intravista nell’ultima frazione di campionato, soprattutto in occasione delle gare casalinghe monopolizzate dallo spettacolo offerto a bordo campo dallo stesso Gerasimenko, eclissando spesso il parquet, alle spalle di un impotente coach Corbani. L’apice viene raggiunto nell’ultima gara con la scelta tecnica “suggerita” all’allenatore, che prontamente raccoglie preferendo Ross ad Hasbrouck. La soluzione curiosa suscita non poche polemiche in quel di Cantù, non soltanto per l’incongruenza dell’avvicendamento tra due giocatori diversi per ruolo e caratteristiche, quanto per le dichiarazioni rilasciate al termine della partita dallo stesso coach che lascia intendere come Gerasimenko abbia sconfinato. Cantù perde, Corbani saluta e Anna Cremascoli abdica a distanza di qualche ora. Scansate tutte le pedine sulla mappa, il Risiko della provincia comasca è dominato dalla pedina rossa di Dmitry. Certo è che il magnate dell’acciaio d’origine ucraina non sembra essere arrivato in Italia soltanto per cambiare aria. L’investimento promesso al momento dell’accordo con la famiglia Cremascoli proprietaria della società lombarda prevede la valorizzazione del progetto Cantù, con il primo tassello indicato nella creazione del nuovo palazzetto per sostituire lo storico, vecchio Pianella. Una squadra tanto amata, lasciata nelle mani di un personaggio sicuramente appassionato e accompagnato da una grande disponibilità. Una combinazione necessaria per creare i presupposti di una grande realtà cestistica, degna degli Eagle come di tutto il tifo biancoblu. L’unica controindicazione rimane quell’imprevedibile spirito che anima questo vento dell’est incarnato da questo personaggio spesso eccessivo, ma sicuramente unico e probabilmente utile al movimento della pallacanestro italiana per ricevere un’iniezione di passione e liquidità. Il popolo del basket si divide tra detrattori e sostenitori, per quanto possa interessare a Gerasimenko che ha già in serbo il nome per la panchina dopo la torta in faccia a Corbani: Sergey Bazarevich. Il tecnico ex Lokomotiv Kuban viene accompagnato dal proprietario di maggioranza russo nel progetto della nuova Cantù sfumata alla vodka. La vecchia conoscenza del basket nostrano è stato un cestista apprezzabile da giocatore quanto un coach relativamente giovane ma esperto del palcoscenico internazionale.

Il primo compito sarà quello di trovare un sistema consono al roster a disposizione, con buone possibilità che lo stesso venga allungato con una firma altisonante. Le recenti apparizioni in campionato hanno evidenziato diverse mancanze nel collettivo, in modo particolare nel reparto dei lunghi. Manca un centro di spessore importante in grado di garantire un contributo costante su entrambe le metà del parquet. Mancano rimbalzi perché Cantù (33.2) precede soltanto Torino e Sassari per palle raccolte dal ferro. Considerando una squadra che figura 5a per tentativi dall’arco in virtù della possibilità di disporre di Brad Heslip (1° per tiri da3 tentati) appare evidente la necessità di migliorare sotto canestro. Cercando di escludere dalla più remota delle possibilità l’evenienza che lo stesso Dmitry possa indossare maglia e pantaloncini per sfoggiare tutto il suo atletismo, ripetendo l’esperienza della passata Eurocup col suo Volgograd,

IL_CANESTRO_DI_GERASIMENKO

il solo Berggren non può bastare. La nota positiva dal punto di vista del gioco arriva dalla capacità realizzativa dell’ormai ex truppa Corbani. Con Abass 9° ad accompagnare Heslip 2° nel tandem da 355 punti in 11 giornate, Cantù è seconda soltanto a Sassari per punti realizzati di tutta la Serie A. Un arma a doppio taglio che spesso risulta vana nelle giornate opache dei due talenti migliori, con Awudu Abass spesso altalenante e discontinuo capace di high da 34pt e 44val. contro Venezia come 4 e 3 contro Milano a distanza di una settimana.

Il lavoro per ‘Zar Gerasimenko’ non manca di sicuro. In attesa del prossimo show, possibilmente sul parquet.

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