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Pedro

Dopo l’addio a Mourinho i Blues tornano immediatamente alla vittoria: ecco analisi e pagelle di Chelsea-Sunderland.

CHIAVE TATTICA – Il Chelsea di transizione post Mourinho si sistema con il solito 4-2-3-1 in attesa dell’approdo sulla panchina dei Blues di Guus Hiddink, il Sunderlan propone invece un 3-4-3 che in teoria dovrebbe basarsi sul pressing molto alto atto a limitare l’impostazione avversaria. I Blues trovano subito il vantaggio su palla inattiva e dimostrano in realtà di giocare spesso sul velluto, mentre quando sono gli ospiti ad attaccare diventa molto importante la posizione di Oscar in ripiegamento. L’inizio dei padroni di casa è devastante, con la difesa del Sunderland che soffre moltissimo soprattutto in zona centrale. Il 2-0 di fatto sembra già chiudere una partita, mentre Allardyce perde Coates ed inserisce l’ex Liverpool Johnson per alzare il baricentro: il tutto non sembra sconvolgere gli equilibri di un Chelsea che appare compattissimo, nonostante il modulo spregiudicato, oltre che molto concentrato sulla partita e portare di un possesso palla notevole in quanto a percentuali. Così come nel primo tempo, il Chelsea parte spedito anche nel secondo e trova subito una nuova rete, nonostante l’ingresso di Borini nelle fila avversarie. L’italiano però accorcia le distanze subito dopo, provando a scuotere i suoi dal torpore: il Sunderland in effetti decide di iniziare a giocare, sfruttando soprattutto gli attacchi su Azpilicueta, individuato come punto debole, per poi convergere al centro verso le punte. Dopo uno scorcio di sofferenza i Blues ritornano ad esprimere un sostanziale predominio, anche se Steve Holland, esclusivamente per oggi sulla panchina che sarà di Hiddink, decide di inserire Obi Mikel al posto di Fabregas per garantire più bastone e meno carota in mezzo al campo. Nel finale di gara il controllo è assoluto e le emozioni scarseggiano: Chelsea-Sunderland termina 2-0.

I PROTAGONISTI – Oscar a tutto campo: sia in difesa che in attacco fa la cosa giusta e spesso diverte il pubblico presente. Bene, al solito, anche Willian. Tra gli ospiti gli unici a salvarsi sono Watmore, positivo nelle sue incursioni offensive, e Borini, che al suo ingresso porta un gol e molte giocate.

LA GIOCATA – A livello tattico, grandioso l’inserimento che porta Pedro al gol: l’ex Barcellona cede orizzontalmente con un lancio lungo ad Ivanovic e poi taglia velocemente verso l’area di rigore, essendo in seguito lesto a sfruttare l’errore degli avversari. Da un punto di vista più balistico, invece, da premiare senz’altro il cross di rabona di Oscar, non raccolto purtroppo dai suoi compagni.

IL MOMENTO – Andare in vantaggio dopo appena 5′ consente al Chelsea di giostrare la partita a sua immagine e somiglianza: la fiducia acquisita con la partenza a razzo risulta poi fondamentale nel corso del match, anche nei momenti di maggiore difficoltà dovuti al gol della bandiera di Borini.

 

TABELLINO CHELSEA-SUNDERLAND

FORMAZIONI
CHELSEA (4-2-3-1): Courtois 6; Ivanovic 6,5, Zouma 6, Terry 6, Azpilicueta 5,5; Matic 6, Fabregas 6 (70′ Mikel 6); Willian 6,5, Oscar 7 (82′ Ramires s.v.), Pedro 6,5; Diego Costa 6 (75′ Remy 6).

SUNDERLAND (3-4-3): Pantillimon 5,5; Coates 5 (22′ Johnson 5,5), O’Shea 5,5, Kaboul 5,5; Jones 5,5, Rodwell 5,5, M’Vila 5,5, Van Aanholt 5,5; Watmore 6 (79′ Graham s.v.), Defoe 5, Toivonen 5,5 (46′ Borini 6,5).

AMMONITI: Pantilimon (S)

MARCATORI: 5′ Ivanovic, 13′ Pedro, 49′ rig. Oscar (C), 53′ Borini (S)

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