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Garcia

Rudi Garcia parla alla vigilia del match contro il Genoa della situazione critica della sua Roma: l’impegno pre sosta potrebbe essere decisivo per il destino del francese.

Roma-Genoa è più che mai decisiva per Rudi Garcia: il tecnico romanista, ormai nell’occhio del ciclone da mesi per via delle prestazioni della squadra, deve assolutamente riscattare il ko inatteso in Coppa Italia contro lo Spezia per cercare di aggrapparsi con le residue forze alla sua panchina. La prossima gara di campionato prima della sosta natalizia rischia di essere dunque determinante per un allenatore e una squadra che sembrano vivere una crisi profondissima.

Ecco tutte le parole di Garcia riguardo il momento del team e il match da affrontare domani: “Noi domani dobbiamo fare in modo di mostrare la nostra voglia e la nostra motivazione. L’obiettivo sarà vincere col Genoa. Anche se non esistono gare facili in Serie A, questo lo sappiamo. Può essere la mia ultima gara? Non ci penso ma conosco le regole del gioco. Ho altre battaglie da portare avanti: domani la fondamentale è quella di vincere. Rimango motivato, come sempre. Sono sereno e combattivo. Domani dobbiamo mostrare personalità e portare a casa i tre punti. Il fallimento è stato perdere contro una squadra di Serie B in Coppa Italia. In Champions League abbiamo raggiunto il nostro obiettivo. Il campionato è ancora aperto: non siamo ancora a metà. Siamo invece molto arrabbiati per la Coppa Italia. Aspettando gli ottavi di Champions League a febbraio contro il Real Madrid, in Serie A dobbiamo continuare a lottare e fare di tutto per tornare in alto, dove vogliamo stare. Il ritiro che stiamo facendo non è di certo punitivo, anzi, è stato fatto soprattutto per stare insieme e parlare, anche con i singoli. Siamo in ritiro per capire dove siamo e dove vogliamo andare. Io parlo sempre con la società. Ho parlato anche col presidente Pallotta dopo la sconfitta in Coppa Italia. “Nel calcio si deve vincere. Sono il capo branco, quando i risultati non vanno bene mi assumo le mie responsabilità, ma ora mi sento ancora utile a questa squadra e voglio raggiungere i nostri obiettivi. Non per cercare alibi, ma adesso giocare all’Olimpico per i giocatori non è facile. Ci manca il cuore della nostra tifoseria. Se sono io il problema della Roma? Non devo rispondere io. Ma se non mi sentirò utile mi farò da parte. Ora però non è così. Lavoriamo tutti insieme con i dirigenti e sono contento del lavoro che facciamo insieme. Forse il nostro problema è quello di giocare con lo spirito giusto le grandi sfide ma non quelle con club meno forti. Io ho sempre totale fiducia nel nostro DS Sabatini. Siamo sempre in contatto. Vedo più lui che alcuni miei familiari…Cosa ci siamo detti? Lo spogliatoio è un luogo sacro. Parlo col mio staff e sto a anche sentire i miei giocatori. Abbiamo dei leader in squadra e ci confrontiamo. Siamo uniti e domenica alle 15:00 lo vogliamo dimostrare”.

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