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 barcellone

Il Barcellona chiude il suo 2015 da sogno sollevando sotto il cielo di Yokohama il Mondiale per Club. Il River Plate, come del resto tutte le squadre che si trovati di fronte ai catalani in questa stagione, non può fare altro che inchinarsi e applaudire la squadra più forte del mondo.

CHIAVE TATTCA – A dispetto della sfida in semifinale contro l’Hiroshima, il River Plate rinuncia a un trequartista ruolo, Pisculichi nello specifica, e si schiera di fatto con un più prudente 4-4-2, con Kranevitter e Viudez a formare la mediana di centrocampo, con la coppia Alario-Mora però in balia della fisicità e dei tempi difensivi di Piquè e Mascherano. Il Barcellona di Luis Enrique è quello fantastico del Triplete, 4-3-3 con Dani e Alba sulla linea dei centrocampisti, e quei 3 lì davanti che fanno sognare solo a nominarli. Gli argentini di Gallardo non hanno affatto un cattivo approccio alla partita, grande ordine e consapevolezza del compito da svolgere. I catalani però, forti della loro classe e del loro stile di gioco, controllano agevolmente la partita in attesa del momento giusto per premere sull’acceleratore. Il momento arriva sul finale di tempo, solita azione stile blaugrana, tutto un tocco da una parte e dall’altra del campo finalizzato dal Re, da Lionel Messi. La ripresa sarà un lungo, entusiasmante sfoggio dell’accademia Barcellona: tagli, movimenti senza palla, sovrapposizioni e gol ovviamente. La doppietta di Suarez porta i catalani a quota 175 gol nell’anno solare, battuto il record che era di Guardiola.

I PROTAGONISTI – Messi-Suarez-Neymar, Neymar-Messi-Suarez, Suarez-Neymar-Messi…potremo andare avanti all’infinito citando solo i nomi di questi 3 fuoriclasse, solo pronunciare i loro nomi è un privilegio. Il tridente perfetto in una squadra perfetta, ancora una volta rubando la scena e gli applausi di tutti i tifosi del mondo. I giocatori del River cedono alla distanza, ma forse di più potevano fare.

IL MOMENTO – Il primo tempo sembra orma scorrere via senza l’acuto dei campioni d’Europa in carica. Mentre la palla era come al solito gestita dal centrocampo catalano, in un amen ci ritroviamo Messi ad esultare sotto i tifosi spagnoli. Per i giocatori del River il gol è una doccia freddissima dalla quale è impossibile riprendersi.

LA GIOCATA – Le serpentine di Neymar, i gol di Messi e Suarez, il tridente da sogno catalizza su di sé gli occhi di tutto il mondo. La giocata più bella del match decidiamo di concederla a Claudio Bravo, fantastico su una conclusione dalla distanza di Martinez. L’attaccante argentino, sul 3-0, trova un sinistro secco destinato a spegnersi all’angolino, il portiere cileno è mostruoso in allungo e con la punta delle dita riesce a deviare la sfera sul montante sinistro.

IL TABELLINO

River Plate-Barcellona 0-2 [36’ Messi (B), 49’, 68’ Suarez (B)

RIVER PLATE (4-4-2): Barovero, Mercado, Maidana, Balanta, Vangioni; Kranevittter Ponzio (dal 46’) Gonzalez, Viudez (dal 56’) Driussi, Sanchez; Mora (dal 46’) Martinez, Alario. Allenatore: Gallardo.

BARCELLONA (4-3-3): Bravo; Dani Alves, Pique, Mascherano (dal 81′) Vermaelen, Jordi Alba; Busquets, Rakitic (dal 67′) Sergi Roberto, Iniesta; Neymar (dal 89′) Mathieu, Suarez, Messi. Allenatore: Luis Enrique.

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