Materazzi primo trionfo da allenatore: “Mourinho il mio riferimento”

Materazzi primo trionfo da allenatore: “Mourinho il mio riferimento”

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Nella sua lunga carriera da calciatore è riuscito nell’impresa di vincere praticamente tutto, ora anche nelle vesti di tecnico non vuole perdere l’abitudine. Marco Materazzi, sulle orme del maestro Josè Mourinho, si gode il primo trionfo dalla panchina e da tecnico di una squadra. Domenica con il suo Chennaiyin, Matrix ha trionfato  nella seconda Indian Super League dopo aver battuto per 3-2, in un finale spettacolare e da brividi, il Goa di Zico e dell’ex compagno all’Inter Lucio. Intervistato in esclusiva ai microfoni di spormediaset.it, il Campione del Mondo 2006 ha così commentato la vittoria del campionato: “Vincere regala sempre una bellissima sensazione. E così è stato anche questa volta, specialmente per come è arrivata la vittoria”.

Sì perché ad un minuto dalla fischio finale i suoi ragazzi erano sotto di un gol, poi in classico stile “Pazza Inter” è partita la rimonta che gli ha permesso di portare a casa il primo trofeo da allenatore. E se il carattere di una squadra è lo specchio del proprio allenatore, Materazzi ha ben raccolto il lavoro dei grandi allenatori del suoi passato, da Lippi a Mancini, fino ovviamente allo Special One a cui il neo campione d’India non poteva non dedicare un pensiero: “Uno di quei grandi allenatori che ho avuto e a cui mi ispiro. Un riferimento, insomma. Il non riferimento invece è Benitez, senza dubbio. L’allontanamento di Mou dal Chelsea? Mi stupisce ma nel calcio non c’è riconoscenza. Benitez in discussione a Madrid e Zidane candidato alla sua sostituzione? Scelta giusta e va presa il prima possibile”.

Parole di apprezzamento anche per Roberto Mancini e la sua Inter, oggi nuovamente al primo posto del campionato italiano come accadeva qualche anno fa: “Ko con la Lazio a parte, sta facendo un ottimo lavoro, ha costruito una grande squadra e in più ha il vantaggio di non avere le coppe. I tanti moduli prima della sconfitta di domenica questo era considerati un pregio, oggi non può essere un difetto. I giocatori hanno assimilato ciò che Mancini vuole da loro. Miranda e Murillo, assieme ai tre della Juve, formano la difesa più forte della Serie A. Lo scudetto? La Juve è sempre l’avversaria da battere ma attenzione al Napoli e anche alla Roma. Sarà un campionato combattuto sino all’ultima giornata”.