GazzettaTv chiude i battenti: rosea in sciopero fino a Domenica

GazzettaTv chiude i battenti: rosea in sciopero fino a Domenica

gazzettatv

E’ durata poco più di 10 mesi l’avventura di GazzettaTv nel palinsesto televisivo italiano. A dare l’annuccio, con un duro comunicato, la stessa redazione della rosea tramite il sito Gazzetta.it. Il lancio del canale sul digitale terrestre era avvenuto lo scorso febbraio, e nel corso dei mesi il canale 59 aveva avuto dei buoni riscontri tra il pubblico nonostante le difficoltà economiche, mandando in onda una programmazione varia che ha raggiunto il suo apice con la trasmissione della Copa America 2015. La notizia era nell’aria già da qualche giorno, come annunciato dalla stessa redazione della Gazzetta dello Sport che nella giornata di ieri ha interrotto con uno sciopero il proprio flusso di notizie su tutti i propri canali mediatici, quotidiano compreso. In seguito alla decisione di Rcs, la Gazzetta dello Sport non sarà in edicola fino a domenica 27 dicembre, mentre sito web e canale tv non saranno aggiornati per tutta la giornata di domani, giovedì 24 dicembre. Di seguito il comunicato apparso sul Gazzetta.it.

“Cari lettori, sarà un Natale triste per GazzettaTv. L’esperienza del canale59 si chiuderà nei prossimi giorni (non si sa di preciso quando perché mancano una serie di passaggi formali). E vi chiediamo scusa per questo.
Perché sappiamo che molti di voi si erano abituati ai volti ed agli orari, alle notizie e storie di sport che la nostra tv ha raccontato da febbraio.
È stato bello ma breve. E vi chiediamo scusa se il nostro impegno assoluto non è stato difeso da Rcs come noi speravamo: abbiamo dato il massimo per dieci mesi, ma non è bastato. Non è bastato essere il quinto canale sportivo nazionale (tra canali pay e free) o essere appena dietro RaiSport1 nell’offerta libera sul digitale e il secondo in alcune fasce orarie. E questo in un periodo ottobre-dicembre con un palinsesto non esattamente ricco di altro che di competenza e attenzione.
Forse non sarebbe bastato neppure arrivare a quello 0.7% di share previsto da manager sognatori al varo del nuovo canale: i costi hanno affossato un canale che non aveva sin dall’inizio i presupposti economici per prendere il via. E per questo vi chiediamo scusa, perché ci avete ascoltato e vi siete abituati, ci avete fatto sentire attenzione e affetto insieme alle giuste critiche. Vi diciamo grazie per questo. E vi chiediamo scusa comunque: spariremo fra qualche giorno, per tornare – forse – in qualche modo sul web, dove già stavamo crescendo e dove siamo stati cancellati proprio per fare spazio alla tv.
Noi chiediamo scusa a voi, ma non all’azienda contro la quale per la seconda volta facciamo sciopero in questo ore. Il giornale tornerà in edicola soltanto domenica 27 dicembre, il sito e la tv non saranno aggiornati il 24 dicembre: è l’unico modo che abbiamo – oltre all’impegno quotidiano massimo – per dire all’azienda che se è giusto sperimentare nuovi mercati e nuove audience è giusto farlo con gli strumenti corretti e con tutte le forze al loro posto.
Non si parte senza la collaborazione di ogni lavoratore e manager, non si partirà più – per quel che ci riguarda – senza un piano di lavoro nato in redazione e gradito alla redazione. Solo su progetti condivisi noi torneremo a impegnarci al cento per cento, come facciamo da sempre sul giornale e sul sito e come abbiamo fatto sulla tv per dieci mesi mettendoci la faccia.
Ora, aspettando che la faccia ce la mettano altri, apprezzando la rapidità dell’ingegner Cioli nel presentare un nuovo piano industriale chiediamo alla Rcs la stessa rapidità e precisione in ogni ramo d’azienda, una società che ora è fortemente orientata sui quotidiani (con noi il Corriere della Sera, ovviamente) e che per vincere la sfida dell’informazione con i conti in ordine ha bisogno di muoversi rapidamente con forza fiducia e orgoglio. Noi mettiamo il nostro, e nel chiedere scusa ai lettori auguriamo Buon Natale ai colleghi della nostra tv: non se lo meritavano.”