Allegri: “Dybala più killer di Pogba-Morata, ha fatto la gavetta”

Allegri: “Dybala più killer di Pogba-Morata, ha fatto la gavetta”

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A ottobre sembrava sul punto di affondare nel mare in tempesta, oggi è invece l’allenatore che mette più paura alle pretendenti al titolo: Massimiliano Allegri e la Juventus sono riusciti nella rimonta, dal -11 sulla Roma al -3 sull’Inter con sette vittorie consecutive. L’allenatore livornese, intervistato dal Corriere della Sera, non sottovaluta l’Inter nonostante le voci degli ultimi giorni che vogliono lo spogliatoio nerazzurro discretamente in subbuglio: “Sta gestendo bene le cose e ha un tecnico che sa come si vince. Noi in estate ci siamo ritrovati con 10 giocatori nuovi e con l’incertezza di aver perso le certezze. Dopo il successo di Shanghai siamo ripartiti in modo disastroso. Ora la squadra è omogenea. Dobbiamo continuare, stiamo crescendo e non dobbiamo fermarci. Il mantenimento non esiste. Il Bayern ha già annunciato Ancelotti? Quando mandarono via Heynckes hanno vinto la Champions. In campionato devi vincere, ma la Champions la vedono in tutto il mondo e almeno agli ottavi devi arrivarci sempre. Parcheggiare il bus? No, sarà una bella partita“.

Focus su Paulo Dybala, uomo in più della Juventus per cui Allegri stravede: “Basta guardarlo negli occhi per vedere che ha voglia e determinazione di raggiungere l’obiettivo. E’ più killer di Morata e Pogba, si vede che ha fatto la gavetta. La mia idea è quella di non essere una capo, ma una guida: devo aiutare i più giovani ad inserirsi, nel campo come nella vita. Berlusconi? Andavamo d’accordo su tutto, anche sulle scelte di formazione. Agnelli mi ha spiazzato quando mi ha chiesto di dargli del tu. E’ molto quadrato, farà carriera a livello internazionale”.

Il metodo del “cazzeggio creativo” è il marchio di fabbrica di Max Allegri, ma guai a chiamarlo fancazzista: “Quando dico che non si può lavorare per 24 ore al giorno non è perché non ho voglia di fare, ma perché ci sono studi approfonditi di psicologia che lo dimostrano. Quando la concentrazione ha un picco al ribasso la devi portare ancora più giù per avere un rimbalzo verso l’alto. Magari sono alla tv che vedo i cartoni animati con mio figlio e mi viene in mente qualcosa dell’allenamento o per la partita di domenica”.

Chiusura dedicata alla vita privata e alla gioventù: “I portuali come mio padre negli anni 70 erano ben pagati, a portarmi alle corse dei cavalli però era mio nonno. Vado sempre al bar del Coteto, a Natale è d’obbligo la raminata. E se non fa freddo anche la gabbionata con bagno a mare. Ma io sono cresciuto negli anni 70, erano comunque gli anni di piombo e dell’eroina. Alla sera dovevi stare molto attento. La droga mi ha sempre terrorizzato e sono terrorizzato per i miei figli. La vita va vissuta, anche facendo i propri errori, ma con una filosofia positiva. Non dico 10 perché la perfezione non esiste, ma da 8 o 9 me la sono goduta. La vita va vissuta, nelle regole e senza far male a nessuno. Se uno la vive nella tristezza quotidiana e la subisce passivamente, che senso ha?”.