Il Blackburn Rovers di Shearer e Dalglish

Il Blackburn Rovers di Shearer e Dalglish

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Manchester United, Arsenal, Chelsea, Manchester City. Negli ultimi vent’anni queste quattro squadre si sono spartite i successi in Premier League. Prima che questo dominio cominciasse però, c’è stato un anno cuscinetto, di decompressione, di interruzione momentanea della dittatura sportiva. A compiere l’impresa fu il Blackburn Rovers nel 1995.

Blackburn è una tranquilla città del Lancashire, nel nordovest dell’Inghilterra, a vocazione perlopiù industriale. La gente del luogo è tranquilla, spende la sua vita a lavorare nelle tante industrie tessili della zona, regalandosi momenti di relax di fronte a una pinta nei pub della città. A far battere il cuore della gente di Blackburn però è la squadra locale: il Blackburn Rovers. Per la verità a quei tempi non c’era granché da esser felici per i tifosi dei Rovers, visto che il club White & Blue, a dispetto di un passato glorioso con due campionati inglesi vinti nella prima metà degli anni ’10 del novecento, ha appena raggiunto una sofferta salvezza in seconda divisione e le prospettive non sono rosee. Prospettive che però cambiano presto. Il proprietario del club, il magnate dell’acciaio Jack Walker, aveva acquisito la squadra un paio d’anni prima e aveva da subito reso chiaro il suo obiettivo, quello di riportare il Blackburn ai fasti di un tempo e gli investimenti c’erano anche stati ma i risultati no.

L’allenatore per la stagione 1991/92 è il confermato Don Mackay ma Walker lo caccia dopo poche giornate. Al suo posto il patron porta nel Lancashire un allenatore che con la Second Division centrava poco e nulla. Si tratta dello scozzese Kenny Dalglish, leggenda vivente del Liverpool con cui aveva vinto sei campionati inglesi da giocatore e tre da allenatore. E’ una notizia incredibile che scuote l’ambiente. E Dalglish ripaga subito la fiducia della piazza. La squadra inizia a ingranare e grazie al sesto posto in classifica centra i playoff. Playoff che vince superando nella finalissima a Wembley il Leicester per 1-0 grazie a un rigore di Mike Newell. E’ il ritorno in Premier League, allora First Division, per i Rovers.

Jack Walker dà il benvenuto a Kenny Dalglish
Jack Walker dà il benvenuto a Kenny Dalglish

A corredare il ritorno nel top del calcio inglese arriva un grande colpo di mercato, Alan Shearer dal Southampton pagato la cifra record di 3,6 milioni di sterline. Il giovane centravanti inglese dimostrerà ben presto di valerli tutti. Nelle prime quattordici giornate la squadra vola, totalizzando 27 punti, con ben 12 gol di Shearer. E’ una media impressionante. Nel boxing day del 26 dicembre, però, contro i Leeds Shearer fa crack. Il crociato si rompe e la sua stagione finisce lì con 16 gol all’attivo in 21 presenze. Il Blackburn accusa il colpo ma regge e chiude la stagione al quarto posto, qualcosa di pazzesco per una neopromossa.

Il re dei bomber: Alan Shearer
Il re dei bomber: Alan Shearer

A rendere i tifosi dei Rovers ancor più ottimisti c’era il fatto che quel risultato era stato raggiunto nonostante i sei mesi di assenza di Alan Shearer. Per questo alla stagione successiva il Blackburn non arriva certamente da favorito ma in Inghilterra tutti sanno quanto possa essere temibile. Shearer torna e si vede. Nelle prime quattro partite il bomber di sua maestà non segna ma la squadra conquista comunque nove punti, che diventano dieci alla quinta di campionato quando Shearer torna al gol, quasi nove mesi dopo il suo terribile infortunio, nel pareggio a St. James’ Park contro il Newcastle. Curiosa coincidenza, qualche anno dopo il vecchio Alan avrebbe scritto la storia anche di quel club. Da quel momento Shearer non si ferma più, alla fine del 1993  ha già segnato 17 gol e il Blackburn chiude l’anno con 42 punti. Tantissimi ma non abbastanza perchè in vetta al campionato c’è il Manchester United di Ferguson e Cantona. Il Blackburn però ha Shearer e tanto cuore e recupera praticamente dieci punti ai Red Devils in quattro mesi, gli ultimi tre grazie alla straordinaria vittoria per 2-0 nello scontro diretto del 2 aprile a Ewood Park firmata, manco a dirlo, da una doppietta del numero nove. Lo United però riesce a riprendersi e alla fine vince quel campionato. Il Blackburn chiude secondo, Shearer è il capocannoniere della Premier con ben 31 reti all’attivo.

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Ora a Blackburn sanno di avere forse il miglior centravanti del mondo in quel momento e Dalglish sa che il resto della squadra è all’altezza del proprio centravanti. In porta c’è Tim Flowers. La difesa è a quattro con Berg, Hendry, Pierce e Le Saux. La mediana è composta da Ripley, il capitano Sherwood, Atkins e Wilkox. In attacco c’è il nuovo acquisto Chris Sutton, pagato ben 5 milioni di sterline, a far coppia con Shearer. L’avvio della Premier è poderoso per i Rovers che nelle prime sette giornate non perdono mai e portano a casa 17 punti, anche grazie alla vittoria per 2-1 a Stamford Bridge sul Chelsea e al pareggio a reti bianche ad Highbury con l’Arsenal. Finito quel filotto il Blackburn cade a Norwich e inizia un miniciclo di tre partite che in molti considerano fondamentale per capire se davvero la squadra di Dalglish possa vincere il titolo. La prima delle tre è la trasferta di Newcastle dalla quale i biancoblu impattano 1-1, la seconda è il big match casalingo contro il Liverpool. Il Blackburn vince 3-2 al termine di una battaglia tanto dura quanto spettacolare. La prova del nove però si chiama Manchester United. A Ewood Park, infatti, una settimana dopo arrivano i Red Devils, ormai chiaramente i principali favoriti per la vittoria della Premier e, di conseguenza, i primi antagonisti dei Rovers. Gli uomini di Dalglish scendono in campo assatanati e passano subito in vantaggio con Warhurst ma vengono raggiunti allo scadere del primo tempo da un rigore di Cantona. Nella ripresa Hendry riporta in vantaggio i padroni di casa al 51′ ma, così facendo, scatena l’ira dello United che pareggia dopo appena un minuto con Kanchelskis, passa in vantaggio con Hughes e chiude i giochi con lo stesso Kanchelskis. Finisce 4-2, questa sconfitta sembra essere un chiaro segnale per i tifosi del Blackburn. Si può investire, giocare bene, dare l’anima in campo, ma alla fine vincono sempre gli avversari più titolati.

Dalglish e il capitano Tim Sherwood con la Coppa.
Dalglish e il capitano Tim Sherwood con la Coppa.

Ma Dalglish sa bene come si vince un campionato e trasforma quella sconfitta in uno stimolo da cui ripartire. E il Blackburn riparte eccome. Dopo la caduta con lo United arrivano sette vittorie di fila, poi un pareggio per zero a zero a Leicester e altre quattro vittorie di fila. Sono dodici risultati utili consecutivi che riportano il Blackburn in vetta alla Premier con lo United alle calcagna. Il problema per Shearer e compagni è che ora è il momento di andare a Old Trafford e lì il Man United vince, ancora, 1-0. Questa volta, però, la sconfitta nello scontro diretto non scoraggia i Rovers, forti di quanto fatto dopo il k.o. dell’andata. Nonostante qualche scivolone (come il pareggio casalingo col Leeds e la sconfitta in casa del Tottenham) il Blackburn tiene in vetta alla classifica, seppur sempre con lo United incollato. Si arriva così alle ultime cinque fondamentali partite del campionato.Il Blackburn parte malissimo cadendo in casa con il Manchester City  in trasferta a Londra col West Ham, in mezzo c’è la vittoria sul Crystal Palace. A questo punto, con due giornate ancora da disputare la classifica dice Blackburn 86, Manchester United 84. Alla penultima il Blackburn supera 1-0 il Newcastle con gol del solito Shearer (alla fine dell’anno saranno addirittura 34), anche lo United fa il suo battendo il Southampton per 2-1. La Premier si deciderà all’ultima giornata. E lì ai ragazzi di Dalglish viene il braccino, cadono infatti per 2-1 ad Anfield. La sorte però fa palesemente il tifo per i Rovers perchè lo United non va oltre il pareggio contro il West Ham. La classifica dice Blackburn 89, Manchester United 88. La storia dice che il Blackburn Rovers di Dalglish e Shearer ha vinto la Premier dopo 81 anni, interrompendo il dominio delle big del calcio inglese e entrando nella leggenda del calcio di sua maestà.

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