Calleri-Inter, l’attaccante frena: “Non vado in Europa per fare panchina”

Calleri-Inter, l’attaccante frena: “Non vado in Europa per fare panchina”

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Jonathan Calleri è il nome del momento, uno dei giocatori più ambiti in questa finestra invernale di calciomercato, soprattutto per l’Inter. Più che un’ipotesi Calleri era praticamente una certezza per il club nerazzurro, che era certo del suo arrivo fino a pochi giorni fa: “Manca solo il mio accordo, da parte del Boca è già tutto fatto. La trattativa è in fase molto avanzata, ma è una decisione difficile, anche se il calcio europeo è il sogno di ogni calciatore. Mi piacerebbe giocare ancora la Libertadores, ma tornerà Osvaldo ed è difficile che io continui a giocare qui con la maglia degli Xeneizes. Per questo motivo il club ha praticamente chiuso con l’Inter”, erano state queste le parole di Calleri alla stampa locale nei giorni scorsi.

Sono arrivate poche ore fa, invece, altre dichiarazioni del giovane argentino che avvolgono nel mistero la trattativa per l’arrivo dell’attaccante del Boca Juniors in Italia. Queste le sue parole ai microfoni di Marca: “L’interesse di tanti club europei per me è motivo d’orgoglio, vuol dire che ho fatto bene in Argentina. Ma ora devo continuare a lavorare duro per essere al livello di un calcio competitivo come quello europeo e degli attaccanti che giocano lì. I complimenti di Roberto Mancini? Sono già felice che un allenatore di questa portata mi conosca e, chiaramente, i suoi elogi fanno piacere. La mia priorità è giocare. Non intendo andare in Europa per fare solo panchina, a quel punto preferirei restare altri sei mesi al Boca e giocare la Libertadores”.

Le parole di Calleri non possono che far pensare ad una brusca frenata rispetto a pochi giorni fa, con le parole dell’attaccante forse dovute al possibile arrivo a Bologna (squadra nella quale sarebbe stato girato in prestito l’attaccante) di Giuseppe Rossi, in uscita dalla Fiorentina di Paulo Sousa. L’ex Villareal infatti potrebbe togliere spazio a Jonathan Calleri, il quale rischierebbe di restare spesso in panchina e di vedere il campo con poca continuità.