La magia del Boxing Day: quando la realtà supera i sogni

La magia del Boxing Day: quando la realtà supera i sogni

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Incominciamo ad aspettarlo già dai primi di dicembre. Lo sogniamo, immaginiamo dove gustarlo e quale ricordo ci rimarrà impresso di questa edizione. Dieci partite in poche ore, il campionato più bello del mondo si dispiana davanti ai nostri occhi nella magica aria natalizia e la passione diventa follia pura. I sussulti sono stati così stupendamente numerosi che il rischio di lasciarsi qualcosa alle spalle è troppo grande da non permetterci di fare ordine. Allora andiamo in rigoroso ordine cronologico e ripercorriamo questo meraviglioso, pazzoide, Boxing Day 2015.

IL GELO SULL’OLANDESE VOLANTE – Un uomo del nord di tale fame poteva ritrovare un alleato nel vento gelido del Britannia Stadium. Il sapore di casa potrebbe però risultare clamorosamente mortifero per Louis van Gaal e il suo futuro sulla panchina del Manchester United. Le reti di Bojan e Aranautovic sono gli ultime frames di un film prossimo ai titoli di coda. Quando le luci saranno spente però non ci sarà nessun applauso a congedare l’olandese volante. Tre sconfitte consecutive, un solo punto racimolato nell’ultimo mese, il pesantissimo fardello dell’eliminazione dalla Champions e l’ombra di Josè Mourinho sempre più terrificante…ah, il prossimo turno è Manchester United-Chelsea.

LE STAGIONI MALEDETTE – Appunto il Chelsea di Guus Hiddink che in uno Stamford Bridge ancora tappezzato dai poster dello Special One, si perde sul finale nel giorno dei grandi ritorni. Contro il Watford di Quique Sánchez Flores, una delle squadre più in forma del campionato, un certo Diego Costa ricorda di essere stato uno degli attaccanti più decisivi d’Europa e firma la doppietta che sa di rinascita. Quando sul 2-2 Hazard (ricorderete il miglior giocatore della passata stagione, vero?) conquistava il penalty della vittoria ci voleva una zolla del prato verde a ricordare che le stagioni, quando nascono storte, nemmeno un cambio in panchina può raddrizzarle.

IL ROSSO CHE SPAVENTA LE VOLPI – Sconfitta o no sarà comunque un Natale indimenticabile per il Leicester e i suoi tifosi. Ad Anfield la squadra di Ranieri incappa nella seconda sconfitta stagionale al cospetto di uno come Jurgen Klopp che non potrebbe mai recitare ruoli da non protagonista. Nel momento più difficile dal suo arrivo a Liverpool, quando addirittura la media punti di Rodgers era diventata superiore, cosa c’è di più semplice che battere la capolista per fare capire al mondo Reds che il suo lavoro continua. La stagione del Liverpool ha ancora tantissimo da dire, potete scommetterci.

ALTALENA CITY, ORA SI VA SU’ – Una laurea in ingegneria civile è abbastanza per Manuel Pellegrini da capire che i 3 punti conquistati sul Sunderland, alla vigilia della sfida con Foxes. possono essere le fondamenta di un inverno ad altissima quota. Nella giornata del nuovo logo, il Manchester City mette in bella mostra l’artiglieria pesante, da Sterling a De Bruyne, da Yaya Toure a un Kun Aguero ancora in naftalina. Chi vuole festeggiare a maggio dovrà passare prima dalle parti dell’Eastlands.

LE ROVINOSE VERTIGINI DEI GUNNERS – Concludiamo con il risultato che probabilmente più di tutti ha impressionato, talmente deflagrante che…tutti se lo aspettavano. Con la consapevolezza di avere in tasca la certezza del primato, l’Arsenal e Wenger mostrano in 90 minuti cosa vuol dire essere per 12 anni ad un passo dal trionfo e poi non trionfare mai. I quattro rintocchi delle campane di Southampton risvegliano il mondo Gunners nel giorno di Natale: Santa Claus non ha gradito né il latte né i biscotti.

E’ GIA’ DOMANI – E poi c’è la vittoria all’ultimo secondo dell’Everton, il record di gol di Harry Kane, lo Swansea che vince senza allenatore, tutti argomenti da sciorinare nei prossimi giorni. Come dite? Domani si gioca di nuovo? Ci sono Leicester-City e United-Chelsea? Vabbè, se non amate questo sport non fateci gli auguri nemmeno nel 2026.