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pirlo verratti

Marco Verratti, centrocampista del Paris-Saint Germain e della Nazionale italiana, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”. Ecco le sue dichiarazioni:

IBRAHIMOVIC – “Il giorno del sorteggio mi ha già scritto un sms con scritto: “Ti massacro”. Io gli ho detto di stare tranquillo, che tanto arrivano terzi nel girone ma possono qualificarsi ai ripescaggi. Miglior straniero della Ligue 1? Ibra mi ha detto: “Io l’ho vinto per due anni e non l’ho mai saputo; è un titolo che non vale nulla”. Lui scherza sempre, ma per l’infanzia difficile che ha avuto è molto più sensibile di quello che possiate immaginare. Insieme sembriamo “La strana coppia”, ma ci divertiamo tanto, anche se siamo diversi. Ibra ha il Milan nel cuore, quando ne parla ancora si emoziona. Se fosse tornato in rossonero, avrebbe aumentato le potenzialità del 40-50% e sarebbero in lotta per lo scudetto”.

TALENTI – “Serie A? In futuro non si può mai sapere. Certo che i giovani in Italia non sono valorizzati. Basta che sbaglino due partite e sono fuori. Per come gioca direi la Fiorentina per il suo possesso palla. Insieme al Napoli è quella che gioca meglio. I viola sono la rivelazione”

RABIOT – “Mai visto un classe 1995 bravo come lui. Difficile che il Psg lo lasci andare”

INSIGNE – “Non so che cosa sia successo in Nazionale con Conte, ma con la sua fantasia penso che all’Europeo potrebbe essere la rivelazione dell’Italia”.

IN FRANCIA – “Belgio? Vinciamo 1-0 e segna Marchisio. Svezia? Sempre 1-0, gol di Pellè. Irlanda? Visto che saremmo qualificati, va bene anche lo 0-0. Scaramanticamente però mi fermo qui. Ibrahimovic? Il giorno del sorteggio mi ha già scritto un sms con scritto: “Ti massacro”. Io gli ho detto di stare tranquillo, che tanto arrivano terzi nel girone ma possono qualificarsi ai ripescaggi. Come migliore vedo Iniesta, che forse sarà all’ultimo Europeo in carriera e ci terrà a brillare. In generale però occhio alla Francia, la vedo crescere bene. Sai che succede se la ritroviamo di nuovo in finale e la battiamo come nel 2006… Pirlo all’Europeo? Spero di sì. Come Baggio, Del Piero e Totti una volta, è l’unico che può darci quel valore aggiunto che ci manca. Io e lui possiamo giocare insieme, anche se so che per me fare la mezzala con Conte è molto diverso che farla con Blanc; chiedono cose molto diverse”.

 “MOCCICO” – “Senta, le racconto questa. Subito dopo quell’intervista, tornato dentro lo spogliatoio, vidi il cellulare pieno di messaggi che parlavano del “moccico”. Allora mi voltai verso Candreva e gli chiesi: “Ma moccico non è italiano?”. Lui fece segno di no. In quel momento Prandelli stava cominciando a parlare per annunciare le sue dimissioni: io ero avvilito per l’eliminazione, dispiaciutissimo per lui, ma contemporaneamente mi veniva anche da ridere pensando: “Ecco, ne ho combinata un’altra…”.

PSG – “In questo mondo restare a vita in uno stesso club non si può mai promettere ma io, calcisticamente parlando, mi sento ormai più francese che italiano. Nel 2012 il Psg poteva puntare sui migliori giocatori del mondo e invece ha scelto me, e io non lo dimentico. E pensare che all’inizio io non volevo andarci. Non volevo lasciare l’Italia proprio quando il Pescara andava in Serie A, ma ho capito che certi treni passano una sola volta nella vita; basta un infortunio o una brutta stagione per tornate ai margini. Per questo a mio figlio Tommaso, che ora ha due anni, consiglierò di andare via di casa per crescere. Io ho fatto tantissimi sbagli, ma sono maturato”.

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