Il Barcellona rescinde il contratto di Sergi Guardiola per insulti ai catalani

Il Barcellona rescinde il contratto di Sergi Guardiola per insulti ai catalani

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Da sogno ad incubo. Il 28 dicembre 2015 segnerà la storia di Sergi Guardiola.

Nella giornata di oggi l’attaccante spagnolo, classe 1991, firma per il Barcellona B con il club blaugrana che ufficializza il trasferimento sul sito ufficiale. Ma dopo poche ore accade qualcosa di inaspettato: il Barcellona, che tre ore aveva annunciato l’acquisto, rescinde il contratto del giovane spagnolo. Il motivo? Nel 2013 il giovane Sergi Guardiola ha pubblicato insulti sui social nei confronti del Barcellona e del mondo catalano scrivendo: “Hala Madrid, puta Cataluna. Hoy puta Cataluna y siempre Hala Madrid”. Pochi minuti fa il club blaugrana ha annunciato così la rescissione del contratto per insulti offensivi pubblicati due anni fa.

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Il Barcellona B, inoltre, ha ufficializzato l’acquisto di Xemi e Moisé. I due giocatori hanno passato le visite mediche questo lunedì e domani conosceranno i nuovi compagni allenandosi agli ordini di Gerard.  Il centrocampista Josep Miquel Fernandez, conosciuto come “Xemi”, è arrivato dal Cornellà e ha firmato fino a giugno 2017. A una partita dalla fine del girone d’andata, Xemi ha giocato tutte le partite con il suo club. Studente di medicina, nella scorsa stagione ha segnato cinque gol. Moises Delgado è arrivato dal Siviglia Atletico, dove ha giocato 17 partite in questa stagione e dove è stato dodici anni. Il Barcellona e il Siviglia hanno trovato un accordo per il passaggio del giocatore in blaugrana fino a giugno 2018. Il laterale di Utrera ha debuttato con la prima squadra sivigliana giocando due partite durante la stagione 2013-14.

Qualcosa di simile è successo anche in Italia con il giovane portiere del Milan Donnarumma. Il club rossonero, però, ha difeso il portierino azzurro pubblicato il seguente comunicato: “È una delle poche certezze della vita. Non essere mai uguali a se stessi. Crescere significa sbagliare, rimediare, migliorare. Guardate Gigio e guardatelo bene: ma non le sue parate. Guardate il suo sorriso. Tenero, aperto, appena accennato: in quel sorriso c’è scritto che ha sbagliato ma che non perseverera’. Dietro una tastiera c’è sempre una ottava di goliardia in più. A qualsiasi età e soprattutto a quella in cui, 13-14 anni, Gigio canzonava questo e quello. Certo che ha sbagliato, ma a quell’età che altro si fa?”.