Guariniello: “Maradona si mise ad urlare ‘ti amo Italia'”

Guariniello: “Maradona si mise ad urlare ‘ti amo Italia'”

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Raffaele Guariniello, pm in pensione dallo scorso 25 dicembre, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de “Il Corriere della Sera” parlando, tra le altre cose, del doping nel mondo del calcio e di un retroscena particolare che vede protagonista Diego Armando Maradona. Ecco le sue dichiarazioni:

DOPING NEL CALCIO – “Anni durissimi. Minacce di morte, insulti. Ogni lunedì, mentre andava in onda un noto processo televisivo, mi chiamava mia madre. “Mi sembra che ce l’abbiano con te” diceva. Io la rassicuravo, spiegandole che si trattava di un momento destinato a finire presto. Mi sbagliavo. Durò almeno quattro anni”.

MONDO DEL CALCIO – “Me ne resi conto con l’audizione di Diego Armando Maradona. Mancava dall’Italia da qualche tempo, per via dei suoi problemi con il fisco. Alla fine della nostra chiacchierata aprì la porta dell’ufficio e fece entrare sua moglie. Volle a tutti i costi che le dessi un bacio sulla guancia. Poi mi abbracciò, tenendomi stretto a sé. Ero in imbarazzo. Quando si sciolse da me, Maradona scattò verso la finestra, che avevamo tenuto chiusa per attutire il rumoreggiare della folla radunata sotto la piazza della vecchia procura di Torino. Aprì le imposte e si affacciò benedicendo la gente, come un Papa del pallone. Una scena incredibile. “Ti amo, Italia” si mise a urlare, e ogni volta che lo faceva si girava verso di me per avere la mia approvazione. Io non sapevo dove guardare”.

ALTRI RICORDI – “Quando ci chiese di essere ascoltato, nell’estate del 1998, Nello Saltutti era già malato. Aveva giocato nella Fiorentina degli anni Settanta, che aveva un tasso di mortalità e di malattie inusuale. Era povero, non aveva neppure i soldi per curarsi. Ricordo che ci chiese i soldi per il biglietto di ritorno del treno. Morì d’infarto nel 2003”

DELUSIONE – “Il recente annullamento per prescrizione delle condanne per Eternit. Data la recente giurisprudenza della Cassazione, non me l’aspettavo”.