Masina: “Donadoni dice le cose senza urlare. L’Europa? Tra qualche anno”

Masina: “Donadoni dice le cose senza urlare. L’Europa? Tra qualche anno”

MODENA, ITALY - OCTOBER 24: Adam Masina # 25 of Bologna FC celebrates after scoring his team's second goal during the Serie A match between Carpi FC and Bologna FC at Alberto Braglia Stadium on October 24, 2015 in Modena, Italy. (Photo by Mario Carlini / Iguana Press/Getty Images)

Adam Masina, terzino sinistro del Bologna, è certo una delle sorprese di questa prima parte di campionato: uno dei protagonisti del ritorno in massima serie della squadra emiliana, in Serie A sta ben figurando, confermandosi elemento di grande affidamento e di sicuro avvenire. Masina si è raccontato ai microfoni di UEFA.com, parlando del presente, del suo Bologna, con uno sguardo al futuro: “Sono un ragazzo come tanti, provo a vivere la mia vita in modo tranquillo. Posso sicuramente ancora migliorare molto dal punto di vista dell’attenzione e della lettura del gioco. Bologna dai due volti? Sicuramente c’è stata una fase di adattamento alla Serie A che abbiamo pagato. Comunque anche con Delio Rossi abbiamo offerto buone prestazioni, il problema è che non la buttavamo dentro e purtroppo in Serie A è facile subire almeno un gol. Analizzando la situazione con mister Donadoni abbiamo capito che avevamo un po’ paura di andare in area e quindi abbiamo cercato di correggere questo atteggiamento. Per fortuna le cose sono girate a nostro favore e abbiamo iniziato a portare a casa punti importanti. Donadoni? Il mister è una persona molto pacata, che ti dice le cose senza urlare. Secondo me è meglio così, perché il messaggio ti arriva in maniera più tranquilla: lui ti dice chiaramente quello che vuole e tu così puoi provare ad assecondarlo. A me personalmente chiede di spingere molto: il primo giorno d’allenamento mi ha preso da parte e mi ha detto che con lui avrei giocato poco in difesa. Lui mi chiede di salire, di spingere e di supportare la nostra manovra offensiva, anche quando questa si sviluppa sulla fascia opposta alla mia”.

“Dove può arrivare questo Bologna? Secondo me quest’anno il nostro obiettivo deve essere la salvezza e non sarà facile raggiungerlo, ci sono squadre come Genoa e Sampdoria che in classifica occupano posizioni inferiori al loro reale valore e che ora si stanno attrezzando molto bene. Anche il Verona che ora è ultimo, ma che con il rientro di Toni tornerà sicuramente ad essere un’altra squadra. Secondo me, passo dopo passo e con calma, nel giro di quattro-cinque anni il Bologna può arrivare in zona Europa, ovviamente se la società continuerà a investire bene. Destro? A lui la piazza ha chiesto molto subito, ho avuto la sensazione che sia stato messo troppo sotto pressione. Dal momento in cui è stato responsabilizzato nel modo giusto, ovvero togliendogli questa pressione, lui è esploso. Uno dei meriti di Donadoni è stato proprio questo: far capire a Mattia che per tornare a essere il giocatore che è, lui doveva lavorare per la squadra. La squadra si è messa subito a lavorare per lui e ora i gol e le grandi prestazioni stanno arrivando di conseguenza. Il momento più bello? Sicuramente la promozione in Serie A, poi l’esordio all’Olimpico contro la Lazio. I miei obiettivi? Nell’immediato vorrei proseguire così, lavorando duramente ogni giorno per far bene. In futuro chi lo sa, ci vuole anche tanta fortuna. Io sinceramente punto sempre al massimo, poi è ovvio che non dipende tutto da me e che serve anche fortuna, speriamo di averne anche in futuro! Per il 2016 vorrei la salvezza col Bologna”.