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UFFICIALE Ciao Atalanta, Maxi Moralez è del Leon

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L’addio di Maxi Moralez all’Atalanta sembrava cosa fatta già in estate, poi il folletto argentino ha deciso di rimanere ancora per sei mesi in nerazzurro resistendo alle tentazioni di Dubai, dove era fortemente voluto. Dopo un avvio di campionato in cui ha mostrato ancora una volta le sue doti il Frasquito, con l’Atalanta nella parte sinistra della classifica a quota 24 punti, ha deciso di salutare compagni e tifosi.

A comunicarlo è il Leon, club messicano, tramite il suo profilo Twitter: “Benvenuto Frasquito! Maxi Moralez è un nuovo giocatore della nostra squadra”.

Maxi Moralez, classe 1987, nella sua carriera ha militato nel Racing Avellaneda, nel Mosca e nel Velez Sarsfield prima di approdare all’Atalanta nell’estate del 2011. Da molti ritenuto poco adatto al nostro campionato per via della sua scarsa fisicità (appena un metro e cinquantanove centimetri di altezza) Maxi Moralez ha invece zittito tutti a suon di giocate decisive, mettendo a segno diciotto reti in 143 presenze con la maglia della Dea.

Il meno contento di tutti sarà Edi Reja, che dovrà trovare una nuova quadratura senza la fantasia del dieci argentino, con il solo Papu Gomez ad ispirare. Anche la tifoseria, che aveva assunto l’argentino ad idolo dopo le ottime prestazioni, non sarà felice: le cifre dell’affare non sono state ancora rese note, ma sarà sicuramente una bella boccata d’ossigeno per il bilancio della squadra di Percassi.

Come raccontato da Federico Buffa durante una puntata di Sky Calcio Show, il soprannome Frasquito viene dal barattolo della marmellata che veniva dato ai bambini: il suono di quando lui calcia è proprio il tappo che salta dal barattolino, leggero ma preciso. Un modo di calciare che chi segue la Serie A ha imparato a conoscere molto bene e ad apprezzare: in questa stagione ha anche messo a segno la sua unica rete in campionato con un colpo di testa, che di certo non è la specialità della casa.

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Duro ma leale, catenaccio come stile di vita. Tremendamente toscano, diffidate delle imitazioni.

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