Perisic, se ci sei batti un colpo: tornerà quello di Wolfsburg?

Perisic, se ci sei batti un colpo: tornerà quello di Wolfsburg?

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“Posso fare meglio, questo è sicuro. Mi aspettavo di avere qualche difficoltà perché quando arrivi in un campionato difficile come quello italiano un periodo di tempo per adattarsi è inevitabile”. Così Ivan Perisic, uomo onesto prima che ottimo calciatore, ha definito questi suoi primi mesi in Italia, ben conscio del fatto di essere ancora lontano dall’idea di uomo decisivo per l’Inter che Roberto Mancini aveva in mente quando la scorsa estate, dopo una lunga e estenuante trattativa, era riuscito a strapparlo alle resistenze del Wolfsburg.

Al netto del sorprendente primo posto in classifica e della folta concorrenza in avanti, un dato appare inconfutabile: del vero Perisic non c’è ancora traccia. Bocciato Shaqiri dopo soli sei mesi, il croato sembrava la pedina in grado di garantire il salto di qualità definitivo soprattutto in termini di personalità e statura internazionale; spalle larghe dopo le esperienze in Belgio e Germania, per l’esterno offensivo protagonista da anni con la maglia della nazionale croata. Le intenzioni e le intuizioni del tecnico nerazzurro, si sono compiute a metà, se è vero che Perisic è sopravvissuto al periodo di ambientamento, lasciando intravedere sprazzi tipici della sua classe, restando tuttavia ancora incompiuto. Due reti in 15 presenze complessive in campionato, non possono bastare a promuoverlo a pieni voti, rimandandone i giudizi a fine stagione quando si potranno tirare definitivamente le somme riguardo questo suo primo anno in Italia. Le ultime due gare del girone d’andata e l’intero girone di ritorno, per dimostrare di essere il fattore decisivo nella corsa al terzo posto Champions, l’obiettivo minimo per una stagione dai risvolti inaspettati e ancora da scoprire. Cosa resta dunque della sua prima versione in serie A? Fughe sulla fascia e una velocità palla al piede impressionante, doppi passi e cross invitanti, due gol da rapinatore d’area di rigore e una spiccata predisposizione al sacrificio in fase di non possesso. Per qualcuno troppo frenato e imbrigliato all’interno di schemi tattici esagerati che ne offuscano irrimediabilmente il talento, per altri ancora troppo timido per imporsi nel prestigioso teatro di San Siro (dove guarda caso non è mai andato a segno, salvo nella gara di Coppa Italia con il Cagliari), a conti fatti il croato potrebbe essere la prossima miccia ad accendersi nella sterminata rosa a disposizione di Mancini.

Meno terribile di quanto racconti il suo soprannome, una sua esplosione potrebbe far saltare gli equilibri del campionato; se lo augurano i tifosi interisti, abituati ad ammirarne da anni le prodezze e ancora fiduciosi. Non un goleador, ma sicuramente uno abituato a inquadrare spesso la porta avversaria, come testimoniato dai gol messi a segno con le maglie di Bruges, Borussia Dortmund e Wolfsburg; da noi lo si è visto spesso troppo lontano dall’area di rigore e ancora impreciso sotto porta rispetto al passato. Tra i propostiti del nuovo anno, c’è quello di ritrovare il Perisic oggetto del desiderio dei club di mezza Europa, più dentro la partita, libero di svariare su tutto il fronte d’attacco alla ricerca della posizione giusta, in modo da entrare nelle azioni decisive del match con gol e assist (altro pezzo forte del repertorio) per i compagni. Tutti lo aspettano dunque e il primo a saperlo è proprio lui, Ivan “il terribile”, pronto a un’altra conquista.