lunedì, Dicembre 6, 2021

Latest Posts

Il mito del caffé Borghetti: tra tradizione e innovazione

Vie e viuzze che costeggiano lo stadio San Paolo sono popolate da venditori ambulanti di ogni genere: offrono panini dalla dubbia qualità, magliette rigorosamente contraffatte, gadget di ogni tipo, perfino pizze cotte in un rudimentale forno a legna, allestito nei camioncini adibiti al commercio. Re incontrastato della piazza, però, continua ad essere il caffè borghetti, tramandato di generazione in generazione, ospite immancabile nelle domeniche di calcio tipicamente partenopee.

TRADIZIONE – Già dagli anni sessanta, il caffè corretto veniva abitualmente bevuto prima e soprattutto durante la partita per allentare la tensione. Così ancora oggi, in un rituale che va avanti ormai da cinquant’anni. All’assaggio, talvolta, partecipano anche bambini e adolescenti per entrare nel clima stadio, per dar vita ad una sorta di iniziazione, con tanto di benedizione del papà: “bevi, è ‘bbuono”, la formula magica da pronunciare ad ogni buona occasione. Nel tempo, o’ borghetti ha assunto connotazioni scaramantiche: farne a meno vuol dire non vincere, oppure soffrire più del lecito, arrancare, gettarsi addosso una cospicua dose di sfortuna, pagata poi dalla squadra in campo. Allora uno, anche due, purché si vinca.

INNOVAZIONE – Da circa cinque anni, “grazie” alla spinta propulsiva degli ultras, il caffè borghetti ha trovato “adeguata” compagnia unendosi, in un idillio ad alto tasso alcolico, alla signora Sambuca. Un intruglio simile alla “bomba” che consentì al ragionier Fantozzi di staccare tutti in volata e di vincere la coppa Cobram, salvo poi finire (bicicletta compresa) nel carro funebre. I commercianti, fiutato l’affare, si sono organizzati per tempo e difatti le vendite, ad occhio, sono sensibilmente aumentate. La vecchia generazione continua ad affidarsi al tradizionale borghetti mentre le nuove leve (non tutte!) sperimentano l’ambo secco, evidentemente vincente. Da “accattateve o borghetti” a “borghetti e sambuca, borghetti e sambuca”. Il passaggio è compiuto.

PREZZI E DIVIETI – Gli ultimi sprazzi di lira, prima dell’avvento della moneta unica, non lasciavano dubbi: mille lire all’esterno dello stadio,il doppio se si salivano i gradoni del San Paolo. Il cavallo di battaglia di coloro che vendevano all’esterno dell’impianto, nel tentativo di contrastare l’egemonia degli interni, a contatto con il pubblico durante i novanta minuti del match. Gli affari, però, andavano bene per tutti, anche dopo il passaggio all’euro, con tanto di rincaro (1 fuori, 2 dentro). Le ultime normative promulgate, in materia di sicurezza, hanno complicato il cammino del caffè borghetti, non più vendibile all’interno dello stadio. Due le ragioni (comunque discutibili) a fondamento della scelta: il contenuto alcolico e la presunta pericolosità dell’involucro, visto come un possibile oggetto contundente. Così il borghetti, dopo anni di onorata carriera, è lentamente scomparso dallo stadio. Si beve prima, non più durante anche se non sono pochi i tifosi che rischiano qualcosa in più di una ramanzina, provando ad occultare il piccolo contenitore per eludere i controlli della vigilanza e per restituire, all’amico di sempre, un posto in tribuna d’onore.

Latest Posts

Don't Miss