Diritti TV: Antitrust contro Sky e Mediaset

Diritti TV: Antitrust contro Sky e Mediaset

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“Un accordo restrittivo della concorrenza favorito dalla Lega Nazionale Professionisti della Serie A e dal suo advisor, Infront Italia Spa”. Questo quanto sostenuto dagli ispettori dell’organo Antitrust sul caso diritti tv. Un “fulmine a ciel sereno” preceduto dal sequestro della Guardia di Finanza di un ingente numero di messaggi tra i colossi televisivi Sky e Mediaset e oggi messi in risalto, e pubblicati, dal quotidiano nazionale La Repubblica.

“Psilvio vuole un pezzo domani che dica: “Ha vinto Mediaset“. Lo devo dare a Brachino che fa lobbing pure lui”. Un vero e proprio accordo sulla spartizione dei diritti tv firmato Sky e Mediaset appena un paio d’anni fa. Al vaglio dell’organo di controllo anche la corrispondenza nell’immediatamente successiva alla ratifica dell’asegnazione da parte della Lega Calcio Mediaset: “Questa è stata più dura del solito ma ce l’abbiamo fatta. Ci sentiamo domani”. Risposta di Sky: “Anche stavolta ci siamo arrivati!“.

Come riportato da Repubblica “Quelle pagine, oltre a «più di 182 documenti allegati, raccontano di come, tra sfrenate attività di lobbing, manipolazione dell’informazione, e accordi sottobanco, la grande partita dei diritti tv del Campionato, tre miliardi di euro in tre anni, sia stata qualcosa di diverso dal previsto. Doveva essere un’asta, è stata una spartizione. Un accordo che, secondo la tesi degli ispettori dell’Autorità, avrebbe danneggiato mercato e utenti. Il comportamento di Sky, Rti Mediaset Premium, Lega Calcio e Infront – scrivono gli ispettori nel documento che verrà discusso con le difese il prossimo 16 febbraio – era «finalizzata ad alterare il confronto concorrenziale in sede di partecipazione alla gara (…) evitando il dispiegarsi di dinamiche concorrenziali fra gli operatori attivi sul mercato e ostacolando l’ingresso di potenziali nuovi operatori», si legge”.

Al centro della cronaca soprattutto il ruolo di Infront, al momento al vaglio dei pm, che avrebbe garantito la non estromissione di Mediaset dal mercato televisivo dedicato al calcio “spingendo” le tv del Biscione ad aggiudicarsi la trasmissione su digitale, mentre Murdoch si sarebbe attestato sulla trasmissione su satellite, come spiegato nell’articolo a firma di Marco Mensurati ed Emilio Randacio “I diritti sono divisi in tre pacchetti. Pacchetto A (diritti per piattaforma satellitare, relativi alle otto società sportive di maggiore interesse, vale a dire 248 gare e cioè il 65 per cento degli eventi). Pacchetto B (diritti per piattaforma digitale terrestre per gli stessi eventi del pacchetto A). E Pacchetto D (esclusiva per tutte le piattaforme delle restanti squadre, 132 partite, il 35 per cento del totale. Per questo, partecipa anche Eurosport). «Alle 12.45 del 5 giugno del 2014 si procede all’apertura delle buste», scrive l’Antitrust. Ma «la Lega procederà all’assegnazione dei pacchetti in data 26 giugno», vale a dire ben 21 giorni dopo, alla fine di una drammatica assemblea. Ventuno giorni durante i quali è successo di tutto. Perché, contrariamente a quanto previsto, le offerte migliori per i due principali pacchetti (A e B) erano state presentate da Sky. Sia Lega sia Infront erano invece più favorevoli a una soluzione di compromesso. (Qui occorre ricordare che la Lega Calcio di quel tempo era saldamente in pugno ad Adriano Galliani, uomo Fininvest e presidente del Milan; allo stesso modo, Infront era una creatura di Marco Bogarelli, anche lui uomo legato alla galassia berlusconiana). Lo scontento per l’exploit di Sky è fortissimo sopratutto dentro Mediaset dove si punta subito su una strategia molto aggressiva. Contestare legalmente l’esito dell’asta (vincere sia il pacchetto A che il B determina una posizione dominante di mercato, ed è dunque illegale) e contemporaneamente trattare con Sky per spartirsi il campionato. Parte dunque un’intensa attività di lobbing per mettere pressione sulla Lega, affinché blocchi tutto, come si evince da una mail interna al biscione acquisita dall’Antitrust: «Sintesi for dummies ad uso dei giornalisti amici: Psilvio vuole un pezzo domani che dica: “Ha vinto Mediaset”. Lo devo dare a Brachino (direttore dello sport di Mediaset, ndr) che fa lobbing pure lui».  Di fronte agli argomenti di Mediaset e allo spauracchio di un interminabile contenzioso legale, la Lega Calcio pressata da Infront sembra spaventarsi. E anche Sky che, se da un lato intraprende un’altrettanto aggressiva strategia legale e di comunicazione, dall’altra, si siede al tavolo a parlare. Dapprima chiede di inserire nella trattativa anche la Champions League (appena vinta da Mediaset) poi accetta di discutere solamente dei diritti della Serie A”.

Stefano Mastini