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E’ un calciomercato ancora tutto da scrivere quello della Fiorentina in questa finestra invernale di compravendite. Sebbene tutti si sarebbero aspettati un avvio, se non al fulmicotone, almeno intraprendente, gli uomini dei Della Valle stanno in tutta risposta, pian piano, cercando di venire a capo del solito intrigo di nomi, e prospetti, che ormai invade la normalità delle dinamiche di mercato viola. Tino Costa, magari Cigarini, soprattutto Tello e Zarate (se non si fosse infortunato forse Ocampos) sono tutti affari figli dell’opportunità: giocatori di qualità, passata o futura, possibilmente integrabili ma con un grande punto interrogativo da portarsi sulle spalle.

FIORENTINA ATTACCO REINVENTATO Via Giuseppe Rossi e dentro Maurito “Zaza” Zarate, poi Tello con Rebic spinto a forza destinazione Verona sponda Hellas. Movimenti che, visti nell’ottica puramente consumistica dei numeri possono anche essere ben compresi, semmai da vagliare con attenzione quando si parla dell’addio di Pepito, un giocatore che nella testa dei supporter gigliati ha saputo regalare emozioni, non solo, soprattutto un prospetto che faceva “status quo” per la Fiorentina, o almeno l’ha fatto per almeno un paio di stagioni. Il fatto di aver accantonato Babacar ha obbligato Sousa a cucire addosso a Kalinic la figura del Leviatano viola: intoccabile e intoccato; l’arrivo dei nuovi interpreti non fa altro che avvalorare la rivoluzione silenziosa voluta e/o permessa dal portoghese. Il senegalese, insieme a Ilicic, rappresenta l’ultimo ninnolo di una fase che fu, da Prandelli a Montella, di grande semina del settore giovanile e che adesso riscuote l’attenzione dei media grazie ai colpi di Bernardeschi e Capezzi (al Crotone in Serie B).

MERCATO IN MOVIMENTO Sensazioni tattiche in primis: il doppio rinforzo a centrocampo serve come il pane pensando anche all’impegno di Europa League contro il Tottenham, senza contare poi dell’infortunio di Badelj, in tal senso Tino Costa e Cigarini possono rappresentare l’usato sicuro che male non fa. In avanti poi si supplisce, o almeno si vorrebbe, alla mancanza di fantasia e incisività evidenziata di recente regalando a Sousa due “frecce anarchiche” che sappiano dare profondità e pericolosità alla manovra. Insomma tutto giusto se non fosse per il fatto che il vero pezzo mancante del puzzle Fiorentina è da ricercarsi altrove, precisamente in difesa sull’out di destra. Nel caso in cui in casa viola si decidesse di aprire al 4-2-3-1, falso 4-3-3, bisognerebbe pensare di affondare il colpo su un terzino di valore (a meno di una svolta per Lisandro), magari disciplinato tatticamente, capace di offrire tranquillità in tutte le fasi del match (troppo ballerina la difesa a 3 nuda e cruda). I nomi, pluri-visionati, additati, contattati o conosciuti, sul taccuino ci sono e sono tanti, basta farsi da una parte, scegliere è pur sempre meglio di non avere.

Stefano Mastini

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