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krasic juventus

Nelle ultime ore si è parlato di un suggestivo ritorno di Milos Krasic nel calcio italiano, precisamente al Verona, che è chiamato alla grande impresa di rimontare posizioni utili per staccarsi dall’ultimo posto e guadagnare una salvezza ad oggi insperata. Con poco meno dell’intero girone di ritorno a disposizione, gli scaligeri stanno intanto provando a puntellare la rosa a disposizione di Gigi Delneri: la dirigenza dell’Hellas ha messo a disposizione del tecnico di Aquileia il difensore brasiliano Samir (in prestito dal Granada), l’esperto terzino sinistro ex Milan, Roma ed Atalanta, Urby Emanuelson (svincolato), il giovane centrocampista Simone Calvano (di ritorno dal prestito al Teramo) e la promettente seconda punta serba Ante Rebic (prestato dalla Fiorentina fino al prossimo 30 giugno), tagliando nel frattempo qualche ramo secco (Matuzalem e Rafa Marquez).

L’innesto di Krasic sarebbe suggestivo, dicevamo, ed apporterebbe tecnica e sprint negli schemi gialloblu, va inoltre considerata la stima che Delneri serba per il giocatore in virtù del periodo (a dire il vero poco fortunato) vissuto insieme alla Juventus nella stagione 2010/2011, in un campionato che si concluse con un deludente settimo posto finale con conseguente estromissione dalle competizioni internazionali. Purtroppo però il trasferimento non si potrà concretizzare, non nella stagione calcistica 2015/2016 almeno, in quanto il Verona ha compiuto il numero massimo di operazioni in entrata per quanto riguarda calciatori extracomunitari: al difensore brasiliano classe 1994 Claudio Winck, giunto in prestito dall’Internacional di Porto Alegre, si aggiunge l’innesto del sopra citato Samir, per cui le regole vietano al Verona di poter avvalersi di un altro giocatore non provvisto di passaporto comunitario. Un vero peccato per i romantici e gli estimatori di Krasic, che al suo debutto nel calcio italiano si rese protagonista di prestazioni sfavillanti salvo poi spegnersi nel proseguio del campionato, condizionato probabilmente dalla pesantezza dei carichi atletici e da una preparazione fisica senza sosta, dal momento che la Juventus lo acquistò dal CSKA Mosca, il cui torneo nazionale non segue le date consuete del calcio europeo.

Val la pena ricordare le imprese del “nuovo Nedved”, come fu allora soprannominato Krasic: comprato dai bianconeri per ben 15 milioni di euro, l’esterno oggi 31enne muove i primi passi calcistici nel settore giovanile del Rudar Kosovska di Mitrovica nel 1998, salvo poi essere integrato tra i ragazzi del prestigioso Vojvodina, uno dei club più blasonati dell’allora Jugoslavia. Il debutto in prima squadra avviene nel 2001, Krasic trascorrerà poi un importante trienno nella compagine biancorossa prima di emigrare in Russia al CSKA. A Mosca ci resterà per ben 6 anni, giocando anche a buoni livelli la Champions League e totalizzando 150 presenze e 26 gol in totale. Giunge nel 2010 la chiamata della Juventus: fino al 2012 saranno 40 le partite giocate con il club torinese, con 8 gol segnati. Nel 2012/2013 passa alquanto sottovoce al Fenerbahce, raccogliendo poche soddisfazioni e pochissime presenze in Turchia. Krasic decide allora di accettare il prestito al Bastia nel 2013/2014, ma anche in Corsica sono pochi gli acuti. Dopo un fugace ritorno ad Istanbul eccolo destreggiarsi nel 2015/2016 al club polacco del Lechia Danzica, fino all’inaspettato interessamento del Verona, che però a quanto pare è destinato a rimanere soltanto un proposito.