Il caso De Rossi, cosa è cambiato rispetto al passato?

Il caso De Rossi, cosa è cambiato rispetto al passato?

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Assolto. Daniele De Rossi non è stato squalificato dal Giudice Sportivo per gli insulti nei confronti dell’attaccante croato Mandzukic durante Roma-Juventus.

CRITICHE – Il capitano giallorosso è stato duramente condannato nel post-partita per le sue offese rivolte al bianconero, ma alcuni ex calciatori, come Zbigniew Boniek, hanno preso le sue difese. Proprio il polacco ha raccontato cosa succedeva ai suoi tempi: “Durante le partite qualche volta ‘lavavetri’ qualcuno me lo ha detto, ma andare a giudicare un labiale… stiamo prendendo la direzione sbagliata. Oggi è diverso, ci sono i giornalisti. Quando vuoi offendere qualcuno cerchi il suo punto debole, ma sbollita la rabbia della partita è tutto finito. Ora andare là a cercare e a verificare un labiale di de Rossi, non è razzismo. E Mandzukic in campo è stato un rompiscatole, ha alzato il gomito e secondo me l’ha fatto apposta”. De Rossi ha sbagliato, gli insulti e le offese vanno sempre puniti ma questi episodi accadevano solo in passato con una enorme differenza. I calciatori non sono diventati cattivi improvvisamente andando contro ogni morale, ma attraverso le migliaia di telecamere a bordo campo e i numerosi replay che le TV concedono dopo ogni episodio dubbio, il tifoso può entrare direttamente sul terreno di gioco e percepire ciò che realmente succede. E le polemiche si moltiplicano dopo ogni partita.

PRECEDENTI – Durante Udinese-Roma del 2008 Francesco Totti si scagliò contro l’arbitro Rizzoli venendo sanzionato dal Giudice Sportivo con una multa di mille euro. Il capitano giallorosso poi si scusò dichiarando: “Mi sento di scusarmi pubblicamente nei confronti del sig. Rizzoli  sia come persona, sia in quanto rappresentante della categoria arbitrale che ogni domenica svolge professionalmente il proprio lavoro. Trascinato dalla trance agonistica della partita e per il delicato momento che stava attraversando la squadra, sono andato oltre a quelle che avrebbero dovuto essere delle proteste per l’occasione persa, mancando di rispetto all’arbitro, ai miei compagni di squadra, ai nostri tifosi e al pubblico presente”.  Lo stesso Totti, durante un derby con la Lazio, si confrontò con il difensore biancoceleste Sebastiano Siviglia. Ecco il video:

DIFFERENZE CON IL PASSATO – Nel corso degli anni il calcio ha perso la sua accezione romantica anche a causa delle pay-tv: in passato si andava spesso allo stadio per vedere i propri beniamini e non si percepiva ciò che realmente accadeva sul terreno di gioco. C’erano calci, spintoni ed insulti anche negli anni ’80 e ’90, ma tutto finiva nei novanta minuti. In TV, invece, ad un’ora dal termine delle partite, si aspettava 90° minuto che mostrava solamente le azioni più importanti e i gol di tutti i match di Serie A. Nulla di più. Inoltre, allo stadio il tifoso si godeva semplicemente lo spettacolo dagli spalti mostrando un vero attaccamento alla propria squadra del cuore. Non si badava ai labiali e agli insulti dei protagonisti; non c’erano, inoltre, i mezzi di oggi. Con le nuove tecnologie e con l’introduzione delle TV a pagamento, si è modificata anche la percezione di questi tifosi che, comodamente da casa, possono giudicare minimamente ogni gesto e ogni labiale dei protagonisti condannandoli aspramente. Le parole, però vanno contestualizzate: una frase detta in un momento di rabbia sul terreno di gioco non può assumere lo stesso valore di quella pronunciata davanti alle telecamere a mente fredda. I calciatori dovrebbero costituire degli esempi per i più giovani, ma la realtà è purtroppo questa: in campo ci si insulta e si litiga spesso. Al giorno d’oggi tutto si percepisce, in passato no. Il mondo delle favole non esiste e ai bambini è meglio raccontare la cruda realtà che un mucchio di bugie.