Milan sbiadito, il derby è l’ultima spiaggia per tornare a brillare

Milan sbiadito, il derby è l’ultima spiaggia per tornare a brillare

Alessandria-Milan

In casa Milan era chiaro da tempo che la semifinale di Coppa Italia con l’Alessandria fosse una gara con tutto da perdere e niente da guadagnare. Non contemplando la sconfitta, che si sarebbe tradotta in tragedia con terremoto in via Aldo Rossi, la squadra di Mihajlovic era ben conscia di essere di fronte ad un “bivio mediatico”. In caso di vittoria rotonda, via con l”ordinaria amministrazione”, al massimo un timido proposito di affrontare il derby con più fiducia. Qualunque altro risultato, a cominciare dallo striminzito 1-0 su calcio di rigore, avrebbe scatenato, e ha scatenato, la fantasia dei titolisti di tutta Italia: Milan grigio, i Grigi non sono dell’Alessandria ma del Milan, eccetera eccetera. A dire la verità le occasioni non sono mancate. E’ mancata semmai quella cattiveria che, ogni qualvolta Mihajlovic ne faccia cenno in conferenza stampa, continua a mancare da inizio stagione quando l’avversario non ha il blasone delle 5-6 squadre di vertice.

L’ennesimo approccio molle alla partita, con conseguente pioggia di errori banali per calciatori di Serie A, ha consentito al modesto – per quanto organizzato – Alessandria di tenere il campo per 90′, condizione pericolosa quando si ha tutto da perdere e niente da guadagnare e di fronte ci si ritrova una squadra in condizioni esattamente opposte. Carpi, Verona, Frosinone, Bologna. Fatta eccezione per la rimonta in casa dei ciociari, i punti che separano il Milan dalla corsa al terzo posto stanno tutti lì, nella scarsa attitudine quando si affrontano squadre nettamente inferiori. Sin da inizio stagione i giocatori meno utilizzati, tanto bravi nell’arte della lamentela, hanno dimostrato – con rare eccezioni – di meritarsi lo status di riserva, non sfruttando le ghiotte opportunità di mostrarsi dominanti anche solo contro squadre di categorie inferiori. Questo Diavolo non fa più paura a nessuno, non tanto per le potenzialità della rosa ma piuttosto per la reputazione che questa è andata creandosi negli ultimi anni. La Juventus campione d’Italia quattro volte di fila, vince gran parte delle proprie partite ancora prima di scendere sul terreno di gioco. Incute timore reverenziale grazie a quanto dimostrato precedentemente sul campo, dove cattiveria agonistica e mentalità vincente non mancano mai, anche quando il motore gira al minimo.
Domenica ci sarà il derby, partita che verrà affrontata sicuramente al massimo della concentrazione e che rappresenta veramente l’ultimo treno verso l’Europa, almeno senza passare dalla Coppa Italia. Il prossimo “test di mentalità” valido sarà dunque il 3 febbraio a Palermo. Sempre che non sia troppo tardi.