Cambiasso: “Il derby più bello? Quando Julio Cesar parò il rigore a Ronaldinho”

Cambiasso: “Il derby più bello? Quando Julio Cesar parò il rigore a Ronaldinho”

cambiasso zanetti

Esteban Cambiasso, ex centrocampista dell’Inter, ha rilasciato in esclusiva ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport” una lunga intervista alla vigilia del derby di Milano. Ecco le sue dichiarazioni:

INTER O LEICESTER – “Non è mai un rimpianto quello che non puoi scegliere – ed è stata l’Inter a voler chiudere con il passato – o quello che scegli tu. Potevo restare a Leicester, ma sono stato io a “liberare” Ranieri: “Non posso dirti sì subito”. E comunque vivi di rimpianti se non ti piace quello che hai”

MILAN O INTER – “Il potere della mente è incalcolabile: bisogna vedere con che stato d’animo escono dalle loro gare di Coppa Italia. Se analizziamo tutta la stagione, credo che l’incertezza societaria abbia creato disagi al Milan. L’Inter ha avuto più consistenza, più equilibrio e un allenatore mai messo in discussione: sono cose che portano punti. E oggi Inter e Milan in classifica hanno i punti che meritano”

SCUDETTO – “Dopo 38 giornate, solo chi lo merita: ho sempre risposto così, anche quando ero dietro. Per il resto non sono Nostradamus”

DERBY DEL CUORE – “Il film che scriverei io per un derby, il più intenso emotivamente: 3-2, gol di Adriano al 92’”.

DERBY PIU’ BELLO – “Mi viene in mente un brivido: una cosa speciale, più che bella. Il rigore parato da Julio Cesar a Ronaldinho: come un gol, lui che non ne poteva segnare”.

1-0 – “Il calcio è un gioco: scegli come giocare le tue carte, poi tutto è un azzardo. Non c’è un modo giusto o sbagliato: sbagliato sarebbe se Mancini e Sarri una mattina si svegliassero e volessero fare il contrario di quanto fatto prima. Come se Guardiola improvvisamente dicesse: da oggi si gioca solo palla lunga”.

CHI VINCE – “Comunque il Milan: ha perso il primo derby, gioca in casa, è dietro in classifica. Ed è una classifica più lontana dalle aspettative iniziali rispetto a quella dell’Inter”.

ALLENATORE – “Allenare è nella mia testa, ma ricominciare una storia con l’Inter non è né una speranza né una possibilità: solo una cosa che può capitare, e magari capitasse. Ma se vuoi fare l’allenatore, solo una cosa sai con certezza: che non sai dove lo farai”.

ICARDI – “Mauro è più uomo d’area, un finalizzatore puro: Higuain è più Milito che lui. Sono contro i luoghi comuni e lui mi sembra un bersaglio troppo facile. Ha segnato 8 gol e la proiezione a fine campionato è di circa 15: sarebbero così pochi 15?”.