Infantino: “Il mio obiettivo è quello di diventare il prossimo numero uno della Fifa”

Infantino: “Il mio obiettivo è quello di diventare il prossimo numero uno della Fifa”

infantino

Gianni Infantino, segretario generale della UEFA,  candidato alla presidenza della Fifa ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere della Sera”. Ecco le sue dichiarazioni:

RAPPORTI CON PLATINI – “Avevo e manterrò sempre una straordinaria relazione con Monsieur Platini. Mi auguro che il suo procedimento davanti alla Commissione etica sia equo e veloce, di modo da chiarirne la
posizione e riabilitarne il nome. Senza Michel, il mio obiettivo è cambiato: diventare il prossimo
numero uno della Fifa”.

PLATINI COLPEVOLE? – “Per ovvie ragioni non posso rispondere a questa domanda. Se lo conosco, Michel arriverà fino in fondo senza lasciare nulla di intentato”.

FIFA – “Il calcio è un valore dominante per moltissime persone nel mondo e impatta le vite di più gente di quanta immaginiamo. È per gli appassionati che, ora, dobbiamo prendere le giuste decisioni. La sfide che la Fifa dovrà affrontare sono enormi ma io credo di avere l’esperienza giusta, la visione chiara e la determinazione per
pilotare i cambiamenti necessari. Il calcio va restituito alla Fifa e la Fifa al calcio”.

UEFA – “Ho lavorato 15 anni all’Uefa, la metà come segretario generale. Il calcio è il primo dei miei pensieri, la massima tra le mie priorità. Ho sempre combattuto per il bene del calcio: migliorare gli eventi, far crescere gli introiti, spazzare  via le discriminazioni, applicare una buona governance che soddisfi tutte le Federazioni.
È questo l’approccio con cui mi propongo».

FIFA – “La Fifa sta attraversando un periodo difficilissimo, ammettiamolo. Benché la sua reputazione
sembra compromessa, io penso che se riusciamo a riportarla al centro del villaggio, riformandola
con lungimiranza e trasparenza, la Fifa tornerà a essere un’istituzione seria e rispettata”.

CALCIO GIOCATO – “Lo rafforzeremo con programmi di sviluppo, faremo crescere il Mondiale (sono favorevole alla partecipazione di 40 squadre, con un criterio di rotazione in base a cui ogni Confederazione dovrà aspettare almeno due edizioni per poter ospitare di nuovo il torneo), apriremo il dibattito sull’uso delle tecnologie e creeremo un sistema di trasferimenti dei giocatori chiaro e limpido. Inoltre vorrei coinvolgere grandi ex per promuovere il calcio come forza sociale, non solo sport. Ho in mente un team di leggende Fifa che coinvolgano nei progetti i giocatori in attività e fungano da testimonial”.