Australian Open: Djokovic marziano, Murray schiantato 3-0

Australian Open: Djokovic marziano, Murray schiantato 3-0

Djokovic

Vince lui, vince il numero 1 del mondo. Novak Djokovic è il trionfatore di Melbourne, dopo aver battuto in finale Andy Murray in 3 set (6-3 7-5 7-6) in in 2 ore e 43 minuti. Numeri spaventosi per il marziano serbo, che conquista così il suo 6° Austalian Open, eguagliando una leggenda d’altri tempi come Roy Emerson. E’ l’11° slam in carriera per Nole, gli stessi di Borg e Laver.

INIZIO DA FAVOLA – Il primo set vola via in poco più di mezz’ora. Lo scozzese perde subito la battuta e il numero uno del mondo comincia ad asfaltare il povero Andy in una sfida che sembra tutt’altro che tra i primi due del mondo. Il dritto di Murray non è efficace come al solito e la battuta è sempre neutralizzato dal serbo, ben piantato in campo come al solito e pronto a respingere colpo su colpo dal fondo. Il set termina per 6-1 in favore di Nole, il match sembra già scritto.

ANDY C’E’, NOLE DI PIU’ – Quello del secondo set è un Murray grintoso, che spara tutte le sue cartucce per tenere il match in vita e invertire la rotta che l’ha visto sconfitto contro Djokovic in 10 delle ultime 11 sfide. Rovescio e servizio sempre molto forzato gli permettono di strappare la battuta a Nole fino al 5-5, quando Andy perde il servizio dopo essere stato avanti 4-0, più uno scambio da 36 colpi che suona come una resa anticipata. Il Djoker, da predatore spietato, sente l’odore del sangue e scappa subito nel terzo e decisivo set. L’ennesima rimonta di Andy, con colpi spinti fino all’eccesso per provare ad abbattere il muro dal lato opposto, si smonta con due sanguinosi doppi falli che significano sesto trionfo a Melborune per Novak Djokovic. Dopo aver portato a casa il suo slam preferito, il primo conquistato in carriera, ora l’obiettivo di Nole è decisamente puntato sul Roland Garros, unico slam che ancora gli manca in carriera. La stagione è appena cominciata ma si può già intuire che lingua parlerà, il numero uno del mondo è più affamato che mai.