Bizzarri: “Reja mi fece fuori per motivi politici, col Chievo sono rinato”

Dario Marotta
31/01/2016

Bizzarri: “Reja mi fece fuori per motivi politici, col Chievo sono rinato”

Bizzarri

La seconda giovinezza di Albano Bizzarri, trentottenne numero uno del Chievo Verona, protagonista di un ottimo campionato con la maglia della compagine clivense. L’argentino, dopo gli anni bui trascorsi alla Lazio, ha trovato continuità e fiducia dimostrando appieno il suo valore, messo in discussione dalla sfortunata parentesi capitolina. Un’avventura avara di soddisfazioni, spiegata e raccontata così dall’ex Real, attraverso un’intervista concessa alla gazzetta dello sport: “Perché il Chievo? Venivo da un periodo terribile: alla Lazio, Reja mi degradò a terzo perché da secondo davo fastidio al titolare, sono stato fatto fuori per motivi politici e questo mi ha fatto male”.

Dopo Roma Genova e ancora una delusione, una scelta sbagliata, un autogol. Sotto la lanterna poco, pochissimo spazio e la necessità di fare da chioccia ad un giovane in rampa di lancio, Perin: “Andare al Genoa è stato un errore: mi avevano detto che avrei giocato e invece avevano già deciso di puntare su Perin. Ho bussato a tante porte e la risposta era sempre la stessa: cerchiamo uno più famoso”. Ma Bizzarri, nonostante i tanti no e una carriera ormai avviata sul viale del tramonto, ha deciso di non arrendersi, di provare a rimettersi in gioco. Non gli andava di chiudere nell’anonimato un percorso lavorativo brillante: conosciuto e apprezzato in Spagna, per nulla considerato in Italia. Così si è rimesso in moto e ha trovato nel Chievo Verona la società giusta per rilanciarsi, per chiudere in bellezza la sua storia da calciatore. Vecchie sensazioni riassaporate, la possibilità di giocare sempre e comunque dal primo minuto e un rendimento eccezionale che lo elegge tra i migliori portieri della serie A. Un meritato lieto fine, raccontato così: “Ero demoralizzato, per fortuna sono un testone e non mi sono arreso. Quando mi hanno chiamato dal Chievo ho chiesto solo la promessa di un’opportunità. Così è stato”.