Castroman: “Spalletti uomo vero, Mancini pensava solo ai soldi”

Dario Marotta
31/01/2016

Castroman: “Spalletti uomo vero, Mancini pensava solo ai soldi”

Castroman

Tre anni “italiani” tra il 2001 e il 2004, il ricordo ancora vivo di Lucas Martin Castroman, doppio ex di Udinese e Lazio, le squadre che si affronteranno oggi al Friuli. Ai microfoni di Laziopress.it, il tornante argentino si è soffermato sulle differenze tra Spalletti e Mancini, i due allenatori incrociati nel corso della sua avventura italiana: “A Udine ho vissuto una bella esperienza anche perché in quei tempi avevo cominciato a capire che il mondo del calcio non è il mondo che si vede da fuori. Ho conosciuto persone che del calcio gliene importava veramente poco e la loro attenzione era solo per i soldi. Con l’Udinese, invece, ho trovato un’altra realtà. Mister Spalletti lo ricordo come un grande uomo. Un uomo di parole e soprattutto di fatti, che se ti diceva una cosa la faceva. Invece alla Lazio con Mancini questo non c’era. A Udine mi sono ritrovato. Abbiamo fatto sei mesi straordinari qualificandoci per le competizioni europee. Volevano tenermi ma il costo del mio cartellino era troppo elevato”.

E il ricordo di un gol segnato con la maglia bianconera, proprio contro la Lazio: “In quel momento ho sentito due cose dentro di me. La prima una sensazione di tradimento. Appena ho visto la rete gonfiarsi ho pensato ‘cavolo, ho segnato contro la mia gente’. Giocare contro la Lazio, sentire che nonostante tutto, i tifosi biancocelesti battevano le mani quando sentivano il mio nome, sono delle cose che mi fanno emozionare tutt’ora. L’altra reazione che ho avuto subito dopo il gol è stata quella di girarmi verso Mancini e dirgli ‘questo è per te, che da quando sei diventato allenatore della Lazio hai stravolto tutto’. Io me lo ero promesso ‘oggi segnerò e mentre esulterò ti guarderò in faccia’. Io sono un cattolico apostolico romano e per me Gesù è sempre in primo piano, e sono convinto che la vita è come una ruota: se fai del bene un giorno, poi il bene ti ritorna. Non provo rancore nei confronti di Mancini, lui ha fatto la sua carriera, ma ha trovato in me una persona sincera, che non giocava a pallone per i soldi, ma perché amava questo sport”.