Milan-Inter: il palo del destino e le punte double face

Milan-Inter: il palo del destino e le punte double face

Alex

Milan-Inter acuisce la crisi dei nerazzurri e prova a rilanciare i rossoneri verso un reale obiettivo da conseguire nel corso del campionato.

Il Milan certifica la crisi di un’Inter irriconoscibile confezionando una vittoria che nel Derby mancava da quasi due stagioni (ultima volta 1-0 con gol di De Jong, era Seedorf il tecnico), guadagnando tre punti sui nerazzurri in quella che può essere realmente una corsa alla Champions League. Poi, se Barbara Berlusconi abbia volato basso o se Adriano Galliani possa aver fatto leva su troppo ottimismo, quello lo si vedrà a fine stagione.

L’inizio di gara, però, era stato di targa interista: partita maschia, con pressing e tanta legna a centrocampo, Milan-Inter non ha di certo offerto spettacolo ma nei primi minuti sembrava dare più chance di vantaggio ad un’Inter che aveva costretto spesso il Milan a giocare solo nella sua metà campo. Col passare dei minuti la manovra rossonera acquista più fluidità, anche e soprattutto grazie alle scorribande sulla destra di un Honda parso rigenerato e mai così in forma dall’inizio della sua avventura milanese. E’ suo l’assist per il primo gol siglato da Alex, autore peraltro di una gara difensiva straordinaria. Un doppio anelito di orgoglio o due prestazioni frutto della casualità? Il tempo emetterà la sentenza a fine stagione. Gli aspetti decisivi, però, sono da riguardare e ricercare negli attacchi delle due squadre: promosso quello rossonero, che ha beneficiato della sempre più affiatata coppia Bacca-Niang, la quale ha prodotto due gol e un assist nel computo totale del match. Bocciato senz’appello il reparto offensivo dell’Inter: se Eder deve e può essere giustificato, lo stesso non si può dire per i vari Ljajic, Perisic e Jovetic, palesatisi ancora una volta inadeguati durante la manovra che dovrebbe portare alle reti.

A voler analizzare maggiormente il tutto, lo specchio del match poi trova facile riflesso nelle prestazioni di Mauro Icardi e Carlos Bacca. L’attaccante argentino viene prima lasciato in panchina, poi entra e sbaglia il rigore del possibile 1-1 colpendo un palo assai doloroso che, di fatto, ammazza psicologicamente la sua squadra e cambia volto ad una partita fino a quel momento piuttosto equilibrata. Momentaccio per l’ex attaccante della Sampdoria, con Mancini che lancia l’ennesimo messaggio di disistima nei suoi confronti inserendo nel Derby come titolare una seconda punta più congeniale al suo gioco e senza intesa con i compagni. Inevitabile pensare ad una cessione a giugno per una punta che, almeno per adesso, non è ancora diventata grande come ci si aspettava. Grandissimo lo è invece Carlos Bacca, che con il suo primo gol in un Milan-Inter di fatto rende ancora più spettacolare la sua media reti per partita, mostrando grandissima freddezza e destreggiandosi in un movimento da campione in occasione del 2-0, con i centrali interisti che vengono lasciati al loro destino da una lettura strepitosa del colombiano.

Ovviamente, diverso lo stato d’animo anche dei due allenatori: un Mihajlovic giustamente contento ed entusiasta per la prestazione dei suoi, con una vittoria che può in effetti rilanciarne le ambizioni agli occhi di una dirigenza che forse pensava già al sostituto per giugno, fa da contraltare ad un Mancini che, dopo l’episodio di Napoli, si è dimostrato sempre più nervoso durante le gare e inconcludente nelle sue decisioni tecnico-tattiche. Prima, per i nerazzurri, la difesa sembrava poter dare qualcosa in più, oggi le cose sembrano però cambiate dopo i due 3-0 consecutivi subiti dalla squadra di Thohir. Una retroguardia “normale” e un attacco davvero povero, nonostante i tanti nomi altisonanti, sembrano essere le condanne di un’Inter che sta vedendo cedere pian piano tutte le sue certezze. Milan-Inter continuerà negli studi televisivi, sui social e tra i tifosi, ma per questa volta il campo ha dato ragione al Diavolo.