Palermo: Ballardini vuole portare Sorrentino in tribunale

Palermo: Ballardini vuole portare Sorrentino in tribunale

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Carriera strana, quella di Davide Ballardini. La sua parabola da allenatore è passata dai paragoni con Sacchi ad un’aula di tribunale, dove ha portato il Cagliari per il licenziamento del 2012 e dove ha intenzione di portare anche Stefano Sorrentino, il “fautore” del suo recente esonero a Palermo. Intervistato da Repubblica il tecnico di Ravenna spiega perchè ha intenzione di chiedere alla Figc una deroga per denunciare il portiere dei rosanero.
CASO PALERMO – “Insolito denunciare Sorrentino? No, è insolito che un allenatore venga esonerato da un giocatore. Se vinco, dono tutto a Biagio Conte, un missionario laico a Palermo. Sorrentino ha parlato di autogestione: ma a scuola autogestione vuol dire non fare un cavolo. Io ho lavorato, sempre.
Esonerato dopo una vittorioa come Iachini? Ma Zamparini mi aveva chiamato una settimana prima, dopo un ko con l’Empoli, solo che non avrei avuto il tempo di preparare la partita col Chievo. Io a Palermo ero stato bene. E, vi sembrerà strano, ci tornerei ancora. In fondo, non mi ha mica cacciato il presidente.
Squadra contro? No. Gli anziani erano legati giustamente al percorso precedente: Sorrentino, Vitiello, Rispoli, Maresca, Rigoni, forse Bolzoni, Vazquez, Andelkovic: li capisco. Ma sono professionisti, insieme abbiamo lavorato bene.”
TRIBUNALE – “Sorrentino? Con me non era stato impeccabile fra i pali e così prima del Verona, il sabato, in ritiro a Coccaglio, a inizio seduta chiamo lui e il vice Colombi e rivelo che ho un dubbio. Lui mi offende ‘Brutto testa di c.., te lo tolgo io il dubbio, fai giocare lui’. Poi, tramite il ds Gerolin, Zamparini mi fa sapere che vuole che giochi Sorrentino. Dico ‘Va bene, ma poi bisogna chiarire’. La domenica, nella riunione tecnica, annuncio modulo e undici. Con Sorrentino.
Il mio silenzio? Ero incazzato, ma la partita l’ho preparata e gestita io, cambi inclusi. E il silenzio vale più di mille parole. Un giocatore non sa che per mostrare venti minuti di sintesi video lavori dieci ore con lo staff. Delle accuse di Sorrentino ho saputo tornando a casa.
Perchè voglio fargli causa? Io vengo dalla campagna: parole come vergogna, reputazione, memoria, hanno un senso. Mio nonno Primo produceva grano, barbabietole, pesche e latte a Bertinoro: una sera al circolo seppe che a un vicino avevano trovato l’acqua nel latte, aveva tentato di fregare la cooperativa. Tornato a casa, avvisò mia nonna, che lavava i recipienti: ‘Renata, se un giorno trovano acqua nel nostro latte io a te ti ammazzo’.
Cagliari? Sono stato lì tre volte, la terza non mi hanno pagato, devo avere circa un milione netto. Si sono inventati la formula del licenziamento per giusta causa, accusandomi di uso improprio di un pc del club, che era in un’area aperta a tutti. Uso improprio riferito a me e al mio staff. Io non ho neanche l’e-mail, gli schemi li disegno su un foglio.”
CELLINO, ZAMPARINI, LOTITO – “Cellino o Zamparini? Con Cellino è stata più dura. Mi chiamava anche alle tre di notte per la formazione. A volte con buone intuizioni, tipo Cossu regista. Io a un certo punto spegnevo il telefono e lui chiamava il mio vice. Zamparini in settimana ti fa arrivare sempre il suo ragionamento su modulo e uomini, ma a Palermo se perdi è tutto amplificato. Lotito invece non s’intromette mai, ha profondo rispetto. Ma alla Lazio mi ha messo fuori squadra Pandev e Ledesma..io vittima? Certi presidenti ti sgretolano il cervello. Il nostro calcio non si basa più su competenza e separazione dei ruoli ma sul profitto e sul mercanteggiare. E il mestiere di allenatore è sminuito. Mio nonno pensava che fosse non mica un lavoro. Gli dicevo che mi pagavano e lui allora ‘ Ho capito, fai l’artista’. Non mi ribello mai? Ascolto tutti, forse nel tempo è stata una mia debolezza. Dopo un po’ ti abitui. E’ come un farmaco preso a piccole dosi quotidiane. Lo sa che farmaco in greco vuol dire veleno?”