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Baraye

Dopo 27 giornate di Serie D il Parma è saldamente al comando del girone D con la bellezza di 65 punti conquistati, frutto di 19 vittorie, 8 pareggi e nessuna sconfitta. A condire il tutto il secondo miglior attacco del raggruppamento con 60 marcature e la miglior difesa per distacco con sole 12 reti al passivo. Oggi pomeriggio i ducali sono ritornati in campo tra le mura casalinghe del Tardini per affrontare la Ribelle dopo il poker messo a segno nello scorso turno. Il match termina 1-1 in virtù delle reti di Baraye prima e di Marco Bernacci nella ripresa che sanciscono il pareggio finale. Il Parma ha peraltro chiuso in dieci data l’espulsione per doppia ammonizione dello stesso attaccante Yves Baraye nel corso del primo tempo che ha condizionato il prosieguo del match dei ragazzi di Apolloni. Nulla di strano se non fosse per la particolarità dell’espulsione del centravanti senegalese classe 1992.

NIENTE CARNEVALE – Baraye è la punta di diamante dell’attacco parmense come testimoniano le sue 15 marcature in campionato delle quali l’ultima proprio nel pomeriggio di oggi. La gara dell’attaccante senegalese è durata però solamente 23 minuti a causa di un doppio giallo quanto meno particolare. Al minuto 19 della sfida contro il Ribelle entra in area e cade in terra; per l’arbitro però non si tratta di calcio di rigore, bensì di simulazione volontaria che gli costa così il primo cartellino giallo di giornata che si rivelerà pesantissimo di li a poco. Passano infatti circa tre giri d’orologio e lo stesso Baraye sblocca la sfida con una splendida semirovesciata che porta in vantaggio i padroni di casa. L’attaccante ex Chievo e Torres esulta però in modo del tutto particolare: estrae dai calzoncini un passamontagna gialloblu e lo indossa dirigendosi verso la curva per esultare. Il direttore di gara non gradisce però la mascherata ed estrae il secondo giallo spedendo anzitempo il calciatore sotto la doccia. Il provvedimento sarebbe dettato dalla norma n°12 del Regolamento del Giuoco del Calcio, secondo la quale durante un’esultanza è proibito “coprire la propria testa o il proprio volto con una maschera o un altro oggetto similare”.

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